Sfumature
Oggi Alfio compie gli anni. Oggi compie 78 anni. È inevitabile un bilancio sulla vita arrivato a quest’età.. si trova a pensare mentre in sella alla sua bicicletta elettrica si appresta a raggiungere il centro sportivo Ferrovieri. Come ogni pomeriggio, estate e inverno, lui si reca in società per passare un pò di tempo in compagnia degli amici. Ama la socialità. Al contrario di sua moglie, Luigia, che ama stare in casa e si lamenta sempre di tutto e tutti. Alfio adora giocare a carte per ore, spettegolare e ridere con gli amici. Invecchiare non significa essere morti dopotutto. Luigia, al contrario, è concentrata solo sulla casa, su loro figlia e soprattutto su loro nipote. Tutti gli altri potrebbero scomparire fosse per lei, io compreso.. pensa Alfio, non senza una punta di risentimento. Mentre pedala si guarda intorno. Non c’è nessuno sulla ciclabile a quell’ora. Solo lui e le cicale che friniscono allegre. Per tutti il caldo delle 4 del pomeriggio di Luglio è insopportabile, mentre lui si sente a proprio agio. Ha sempre amato l’estate. Molto di più del gelido inverno, in cui il freddo penetra nelle ossa fino a farle dolere tutte.
Mentre si lascia scivolare sulla ciclabile i suoi pensieri si perdono nei ricordi. Ripensa alle estati passate.
Aveva solo 25 anni quando ha visto Alba per la prima volta. Ne è rimasto folgorato. Quella ragazza mora era un vero e proprio bon bon. Con quelle labbra carnose sempre adornate da rossetto rosso scarlatto, i capelli acconciati a boccoli e le forme nei punti giusti. Lei aveva solo 19 anni. Era giovane, ma già determinata e questo aveva fatto letteralmente perdere la testa ad Alfio. Fino a quel momento la vita del ragazzo non era stata semplice: aveva perso la mamma a soli 9 anni. Da quel momento non aveva più conosciuto tenerezza o amore. Suo padre era gelido come l’inverno (forse per questo odiava quella stagione): mai un complimento, mai un ringraziamento, mai un pò di comprensione per quel figlio che ha perso la madre quando era solo un bambino. A 14 anni già lavorava in fabbrica. Lavoro e casa. Fatica e solitudine. Ma un giorno di sole aveva incontrato Alba. E da quel giorno la vita era improvvisamente diventata degna di essere vissuta. Aveva amato profondamente quella ragazza dolce ma decisa, sensuale e sfacciata. Lei lavorava come segretaria negli uffici della fabbrica in cui lo stesso Alfio operava. Una storia d’amore la loro intensa e passionale, fatta di folli gesta e incredibili promesse. Alfio non sapeva cosa fossero le emozioni: con suo padre tutto era freddo e apatico. Alba lo ha risvegliato: con lei si è sentito uomo per la prima volta.
Ma quell’idillio poteva durare per sempre?
Il 31 Dicembre del primo anno di fidanzamento con Alba, Alfio ha avuto una feroce discussione con suo padre. L’uomo, disinteressandosi dei sentimenti del figlio, aveva deciso di vendere casa loro – ove Alfio conservava i pochi ricordi rimastigli della madre – per spostarsi in una dimora più piccola e austera. Proprio quel 31 Dicembre il ragazzo, rientrato da lavoro, ha scoperto che il padre voleva fare trasloco proprio quel giorno. Mentre Alfio voleva solo smontare da lavoro, riposarsi e raggiungere Alba per festeggiare l’inizio del nuovo anno con la sua amata. Ma non ha potuto farlo. Quella notte, invece di festeggiare, l’ha passata mezzo tramortito sul pavimento del bagno. Botte e violenza erano un tempo la normalità per un padre che voleva punire un figlio ostinato e disobbediente. Il mattino successivo Alfio ha preso le sue cose ed è uscito di casa senza voltarsi. Non ha mai più visto suo padre. L’uomo ha provato a contattarlo anni dopo, ma senza successo. Quel capodanno, dopo essersi chiuso la porta di casa alle spalle, Alfio ha deciso che da quel giorno era diventato orfano.
Viveva in una pensione, era in difficoltà. Alba aveva vinto il concorso per entrare nelle ferrovie di stato. Lei voleva di più. Quell’ambiente la stava cambiando. Improvvisamente l’ha lasciato per un ferroviere più vecchio di lei di 20 anni. Ha scoperto solo più tardi che mentre lui giaceva a terra tramortito dalle botte di suo padre, Alba stava festeggiando il nuovo anno tra le lenzuola del suo imminente nuovo capo.
Alfio è caduto in depressione. Non mangiava, non beveva, non lavorava.
L’estate successiva Giovanni, il suo migliore amico, l’ha invitato per ferragosto sul lago. Lui sarebbe andato con la donna che stava frequentando e un’amica di lei, Luigia. Alfio era restio, Alba era ancora la protagonista dei suoi sogni, nonostante avesse sposato un altro. Ma dopo le insistenze di Giovanni si è fatto convincere. E così ha conosciuto Luigia. Lei si è immediatamente mostrata interessata a lui, mentre Alfio non aveva per la testa nessuno se non Alba. Ricorda ancora di averla trattata tanto male al loro primo incontro che mai si sarebbe aspettato di rivederla. Lei era orgogliosa e testarda, lui semplicemente non interessato a lei. Qualche tempo dopo lei gli ha chiesto di rivedersi, e dopo aver accettato lui le ha dato buca. Non è bastato a dissuaderla. Dopo tre mesi dal loro primo incontro i due hanno avuto il primo rapporto, durante il quale Alfio l’ha chiamata Alba. Lei non ha fiatato. Ha semplicemente deciso di restare. Dopo un anno si sono sposati, su insistenza di lei. Lui non la amava. Lui ha scelto di sposarla per non restare solo. Era una brava donna e sapeva di averne bisogno.
Le donne che non sono puttane si dedicano ai figli è una tipica frase di Alfio. Usata spesso mentre gioca a carte con i suoi compari. È una frase che l’uomo usa come scudo per proteggersi dalla verità. Lui e Luigia non si sono mai amati di quell’amore folle e passionale di cui parlano i romanzi rosa. Semplicemente hanno deciso di condividere una vita che altrimenti sarebbe stata vuota e solitaria. Così Luigia, dopo aver avuto Alessandra, loro figlia, si è concentrata su di lei dimenticando di avere un marito. E quella frase è anche uno scudo per proteggersi dal dolore che Alfio ha provato quando ha visto la sua stessa figlia essere lasciata dal marito dopo la nascita del suo meraviglioso nipotino. Per sua figlia avrebbe voluto di più di un uomo debole. Avrebbe voluto di più di uomo alla costante ricerca della passione. Per sua figlia avrebbe voluto un uomo diverso da quello che è stato lui.
Alfio ripensa all’infinita danza di amanti avute: la disperata ricerca di Alba. Ripensa a quel neo sul collo. Ogni volta che chiude gli occhi, anche a distanza di quasi 60 anni, lui lo rivede. E in ogni donna che ha conosciuto e amato l’ha sempre cercato, invano. Ripensa ad Alba. Il suo profumo inebriante, il sorriso che gli rivolgeva ogni mattina, le sue forme avvolte solo da un leggero lenzuolo una domenica mentre guardava fuori dalla finestra rivolgendogli le spalle. Lui che le si avvicina da dietro e la cinge forte con le braccia per paura di farla scappare. Anche oggi ha un’amante: Orietta, 53 anni. Non è una vera e propria amante: i due chiacchierano, cenano insieme. A volte lei si spoglia per lui. Ma Alfio non vuole nulla di più.
Se avesse voluto lasciare Luigia avrebbe dovuto farlo 30 anni fa. Ma a che scopo? Ogni donna a lungo andare diventa banale e pesante. Lo sarebbe diventata anche Alba? Alfio non lo saprà mai. E va bene così. Oggi è felice. Sua moglie è a casa, gli ha dato una vita serena e una famiglia. Non l’ha mai amata follemente ma tra loro c’è sempre stato rispetto e affetto.
Oggi è il suo compleanno. Ora sta andando a festeggiare con i suoi compari di burraco. Stasera a casa lo attendono sua moglie, sua figlia e suo nipote con una torta al cioccolato, la sua preferita. E domani sera vedrà Orietta per cena. Magari, in occasione del compleanno potrebbe infrangere la regola del guardare e non toccare che si è sempre imposto.
Alfio si sente un uomo fortunato, nonostante tutto.
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