IL PASSATO DI JESSICA
Dopo avere salutato l’ultimo cliente, Jessica chiama al cellulare l’auto con il suo autista, si fa così accompagnare a casa. Durante il tragitto, per guadagnare tempo, essendo molto tardi, raccoglie i capelli con un mollettone, tira fuori da un borsone cocco di coppale nero, una trousse con dentro i prodotti per struccarsi. Si toglie le ciglia finte, le lenti a contatto colore verde, che creano un audace contrasto con il colore dei capelli rosso rame, imbibisce un dischetto di cotone di acqua micellare e comincia a passarlo sul viso con movimenti lenti e circolari; chiude gli occhi cercando un po’ di relax . Si passa le mani solleticandosi le braccia, accarezza il suo corpo come a riprenderne possesso, si raggomitola sul sedile posteriore della macchina , chiusa come in un guscio che nessuno può violare.
Tolto il cerone dal viso, confidando nella discrezione dell’autista, fedele custode della sua sicurezza ovunque Jessica si trovi, prende dal borsone una maglietta e una tuta felpata, e toglie, con l’eleganza e la classe di una regina, l’abito di chiffon color bluette lungo fino alle caviglie con una piccola coda come strascico, e indossa , assicurandosi che l’autista non sbirci dallo specchietto, la comodissima tuta che la fa tornare come Cenerentola nella zucca.
Aperta la porta di casa, le corre incontro il suo fedele Lord, un Golden Retriever di due anni , la butta per terra , guaisce, vuole giocare e Jessica le dedica qualche minuto, nonostante la stanchezza. Questi momenti di normalità, di tenerezza con il suo cane, la immergono in un clima di serenità che le permette di assaporare il piacere di poter essere quell’anonima donna , in una grande città, con una vita ordinaria, e tanti progetti per il futuro tra cui un uomo, uno solo, che un giorno possa garantirle una vita pulita e agiata. Jessica si butta sul letto esausta, il sonno mette fine alla sua giornata .
Nel passato di Jessica si nascondono segreti inenarrabili di violenza, ricatti morali, un susseguirsi di affidi mai diventati adozione, il tutto sfociato in una personalità complessa e autodistruttiva che ha come obiettivo principale la sottomissione dell’uomo che come tale è stata la causa dei suoi traumi di bambina. Jessica è diventata da adulta la donna che il fratello più grande voleva per se. Costretta sin da piccola ad indossare una parrucca con i capelli rossi, a truccarsi con i trucchi della mamma, a calzare le scarpe con il tacco con abiti della madre che il fratello modificava su di lei , simulando un gioco, nel quale l’obiettivo finale era di soddisfare le perversioni anomale del fratello, il quale la convinceva che ciò che facevano l’avrebbe fatta diventare una donna bellissima e desiderabile. Ciò che rendeva il gioco non solo trasgressivo, ma anche intrepido era custodire gelosamente il segreto di quanto avveniva tra i due fratelli. Jessica bambina, o forse già ragazzina, sviluppata precocemente all’età di nove anni, cosa che dopo l’imbarazzo iniziale, l’aveva fatta sentire adulta, un giorno come altri, aveva cominciato ad accusare un malessere che la costringeva spesso a vomitare , e la madre preoccupata, l’aveva portata dal dottore. Questo, nel fare la sua diagnosi, mosso da imbarazzo e al tempo stesso inquietudine, aveva dovuto conclamare una gravidanza, lasciando sconcertata la madre.
L’assenza affettiva ed educativa dei genitori avevano favorito la depravazione del fratello di Jessica e l’abuso della sua l’innocenza la quale aveva interpretato i gesti del fratello come una manifestazione di affetto in un gioco proibito e segreto. La manifesta gravidanza aveva svelato la torbida realtà nella quale era svanita la fanciullezza di Jessica, e attivato il necessario l’intervento dei servizi sociali, l’allontanamento della ragazzina dalla famiglia e la necessaria interruzione della gravidanza incestuosa di cui Jessica era stata vittima. Solo con il tempo Jessica aveva concretizzato che i gesti del fratello erano stati atti di violenza e non di affetto fraterno , questo aveva fatto maturare in lei un livore vendicativo nei riguardi degli uomini che si era poi manifestato ed espresso con il lavoro da escort che Jessica aveva deliberatamente scelto di fare per potere odiare senza limiti – ti vedrò cadere nell’oblio del desiderio, e sarà lì che ti guarderò come un animale indifeso al cospetto del piacere che il mio corpo genera in te , e ti lascerò tremare senza permettere alle tue mani di sfiorarmi, e tu supplicante cercherai la soddisfazione , ma per te uomo ci sarà solo mortificazione e vergogna –
Il sole entra insolentemente tra i fori della tapparella socchiusa, illuminando così il viso di Jessica e Lord ,che nel vederla stirarsi tra le coltri del suo letto, sale con le zampe anteriori sul materasso per poterle leccare il viso; Jessica si passa la mano davanti alla faccia per pulirsi, fa una carezza al cane e con gli occhi ancora stropicciati, va in cucina, prepara un caffè, dà la pappa a Lord, va a lavarsi, si veste con un abito sciolto sui fianchi, sneakers e via per una passeggiata da donna anonima che nella notte la vedrà trasformata nell’ ammaliatrice che, a causa del male subito, la vita l’ha voluta tramutare. Gli uomini vedranno di lei solo quello che Jessica reciterà , di una donna conturbante e seducente , un’icona di fantasie proibite che li vedrà vittime solo del loro stesso desiderio. Nessun uomo userà mai più il corpo di Jessica , ma sarà lei ad intrappolare nella sua rete , come la mantide religiosa , la voluttà indiscreta e audace, le fantasie nascoste degli uomini annientati dal piacere , che resterà un sogno insoddisfatto.
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