Due Identità – Finale
Forti urla provenienti dal salotto riscuotono Orietta dai suoi pensieri.
“Non puoi fare quello che vuoi! Ci sono dei ragazzi in questa casa!”
“Questa è casa mia!”
“Era casa tua! Ora è mia e di Tamara e quindi non conti più niente!”
Un altro litigio. Ancora una volta Paolo, suo cognato, sta facendo una sfuriata a Ernesto, suo padre. La situazione è tanto assurda che quasi pare comica. Il marito di sua sorella sta sgridando il suo stesso suocero come se stesse riprendendo un bambino. Al solo pensiero ad Orietta sale una rabbia tanto potente da farla tremare tutta. La situazione sta diventando insostenibile.. pur odiando quello che faccio devo farlo. Devo portare via di qui i miei figli pensa la donna con determinazione.
Tempo prima sarebbe intervenuta e avrebbe fatto una scenata ma negli anni Orietta ha imparato a dominarsi. Fa un respiro profondo e cerca di abbassare il battito cardiaco. Un ultimo sguardo a suo figlio beatamente addormentato e si dirige a passo svelto verso l’uscita. Vuole ad ogni costo evitare di trovarsi nel bel mezzo della lite.
Orietta raggiunge il suo scooter e sfila via veloce. Nonostante nessuno paia averla notata ha il terrore che qualcuno alle sue spalle possa richiamarla in casa per mitigare la lite. Ripensa con rabbia alla scena di cui è stata testimone. Perché mamma hai intestato la casa a loro? Perché non a me o ai ragazzi? Si ripete.
Due anni prima sua madre è mancata a causa di una lenta e logorante malattia. Pochi giorni prima del nefasto evento Orietta ha ricevuto la notizia che i suoi genitori avevano intestato la casa di famiglia a Tamara e suo marito. Escludendola quindi completamente dal testamento ma garantendole l’usufrutto della casa e lasciando ai suoi figli una discreta somma alla morte di Ernesto. Orietta ha capito subito che non era una decisione di sua madre. Non le avrebbe mai fatto questo. Orietta sapeva che era stato Paolo, il marito di sua sorella. Lui sapeva fingere tanto bene. Sembrava il salvatore della famiglia. E così sua madre si era fidata delle sue parole. Lui aveva promesso di prendersi cura di tutti a patto che avesse avuto una casa in cui stare. Orietta al tempo era in una situazione disperata. Non aveva modo di opporsi.
Dopo aver cacciato Matt e Massimo di casa le cose per un pò erano migliorate. Sara cominciava a parlare, mangiare, sorridere. Non si tagliava più. Tommaso aveva ripreso ad andare a scuola. Orietta era finalmente fiera di sé stessa. Aveva trovato un lavoro e finalmente si prendeva cura della sua famiglia. Ma un giorno qualcuno aveva suonato al campanello. Era Gabriele. Un ragazzone alto e pelato. Orietta non lo vedeva da più di dieci anni ormai. Era arrivato alla sua porta allo scopo di recuperare i rapporti con la madre. Ora che era adulto voleva comprendere il perché del suo abbandono ora. E così Orietta lo ha accolto a casa. Come avrebbe potuto abbandonarlo di nuovo?
Inizialmente Sara e Tommaso lo vedevano come uno sconosciuto venuto ad invadere il loro territorio, ma ben presto i tre sono diventati uniti. Dei veri fratelli. O così pensava lei. Un giorno, di ritorno da lavoro, un pò prima del suo consueto orario, aveva trovato la porta di casa spalancata. Spaventata che i ladri fossero entrati si è precipitata in casa. E ciò che si era trovata davanti l’aveva scioccata. Sara e Gabriele erano nudi, avvinghiati l’uno all’altra come animali. I loro corpi sudati si muovevano all’unisono in una danza che Orietta conosceva fin troppo bene. Un urlo. Non sapeva se era il suo oppure uno straziante proveniente dalla strada. Tommaso era stato investito. Era uscito di casa per non dover assistere allo spettacolo indegno che i suoi fratelli stavano dando. Ecco il perché della porta aperta.
E così erano iniziati gli anni degli assistenti sociali. Gabriele è stato ricacciato a Milano da suo padre. Sara è stata ricoverata in una clinica per giovani con disturbi mentali per oltre un anno. Tommaso non aveva potuto camminare per mesi. Poi la malattia di sua madre, la sua morte. Ad un certo punto è stata costretta a vendere la casa per permettersi la retta della clinica di Sara e le cure mediche per Tommaso. A quel punto l’unica alternativa è stata trasferirsi da Paolo, Tamara ed Ernesto. Era l’unico posto in cui non avrebbe dovuto pagare un affitto per avere un tetto sulla testa.
È solo una sistemazione temporanea si era detta Orietta. Ma ora a distanza di più di un anno lei, Sara e Tommaso sono ancora bloccati in quell’inferno in terra. Paolo è un crudele aguzzino e Tamara si è lentamente trasformata in una creatura gelida e senza cuore, tanto che Orietta non la riconosce più. Pur cercando ogni possibile via d’uscita la realtà è che Orietta non ha idea di come tirarsi fuori da quella situazione. L’unica soluzione è mettere da parte un bel gruzzoletto per potersi permettere un affitto. Ed è per questo che sta andando da Alfio. Quel vecchio porco. Un vecchio porco pieno di soldi. Soldi di cui lei ha disperatamente bisogno.
Che follia è la vita. Però cazzo com’è divertente.. pensa Orietta mentre parcheggia il suo scooter e si prepara a sfoggiare il suo miglior sorriso per accalappiare anche quella sera l’interesse del vecchio, ricco signore.
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