Intrighi a Dubai – Capitolo 22
Finalmente dopo giorni di follia e terrore la tempesta pare calmarsi, il vento si placa e le folate di gelida acqua perdono intensità. Il cielo sta finalmente tornado sereno e così il clima di tensione all’interno della villa di Sahed El Fahim.
L’annuncio della risoluzione della tempesta arriva mentre tutti gli ospiti sono radunati nel salone centrale. Lo sceicco, generoso come non mai, invita tutti a restare presso la propria dimora ancora per qualche giorno nonostante l’apparente miglioramento del clima. Le strade sono infatti ancora fangose e difficili da praticare se non per i mezzi più rinforzati.
“Miei cari ospiti, siete invitati a restare a palazzo fino a che non saremo certi che le vostre rispettive dimore siano in sicurezza. Se sarete così gentili da fornirmi i vostri indirizzi manderò personalmente i miei uomini a controllare la praticabilità dei vostri alloggi. Per il momento vi esorto a ritirarvi nelle vostre stanze, sono stati giorni difficili per tutti noi, abbiamo bisogno di riposo” afferma il padrone di casa a gran voce, e rivolto solo Jalif aggiunge “vieni nipote, fatti abbracciare. Che tu sia ritornato a casa incolume è il regalo più prezioso che Allah potesse farmi”.
Nell’udire queste parole il cuore, già conquistato, di Angelique non può che contorcersi per la tenerezza delle parole appena udite. Al contrario Marguerite sente una fitta al petto, non può ignorare la falsità di quell’uomo che in privato è tanto crudele quanto grandioso in pubblico.
Mentre gli ospiti sono rintanati nelle proprie stanze un domestico bussa di porta in porta per annunciare la speciale soirèe che avrebbe atteso gli ospito la sera stessa. Era infatti giunta a palazzo la voce che Karim, principe di Giordania, fosse bloccato in aeroporto a causa delle tempesta. Sahed, dopo essersi infuriato con i propri informatori per non averlo avvertito prima, decide di invitare personalmente il principe presso la propria dimora fino a che il tempo non avesse permesso all’aeroporto di tornare agibile. Karim aveva accettato entusiasta e dunque una macchina d’ordinanza era già partita alla volta dell’aeroporto per recuperare il nobile ospite.
Alla soirée tutti i momentanei residenti della villa sono invitati, a patto che indossino lussuosi abiti arabi.
Per Angelique la notizia è l’ennesimo colpo al cuore: deve essere perfetta! Rendersi desiderabile agli occhi di un ospite tanto illustre non potrebbe che risvegliare ancor più l’interesse del suo sceicco, ne è convinta!
Claudine vede il nuovo ospite come un’ulteriore apertura verso il proprio successo: concludere un affare in presenza di un testimone tanto importante la metterebbe senz’altro in una posizione di potere rispetto alla figlia.
Marguerite da parte sua è scettica ma al contempo curiosa di vedere come Sahed se la saprà cavare di fronte al principe, che sa che essere un uomo giusto e retto. Riuscirà anche lui ad aprire gli occhi sul conto di sahed?
Georgette è la più disinteressata all’arrivo del nuovo ospite… al momento è troppo impegnata a tenere il corpo occupato e la testa vuota per preoccuparsi d’altro che non siano i suoi personali fardelli.
Così la cena inizia: nel salone agghindato a festa per l’occasione tutti gli ospiti sono seduti al tavolo. Ad un capotavola Sahed, il padrone di casa, e all’altro capo Karim, l’ospite d’onore.
La cena scorre lieta tra chiacchiere e ottimo cibo.
“Io e la mia famiglia ci stiamo adoperando per ampliare i rapporti della nostra Giordania. Io sono venuto a Dubai per una riunione riguardo l’importo di fosfati minerali estratti dalle rocce rosse del Wadi Rum. Mia figlia si è nel contempo recata presso il governo libico al fine di rendere i nostri rapporti diplomatici più pacifici possibile” afferma il principe orgoglioso.
“Ma è meraviglioso che demandiate a vostra figlia, nonostante sia donna, un compito di Stato così importante. Avete tutta la mia ammirazione principe Karim” replica Sahed fintamente impressionato.
“Zio ma cosa dici? Tu disprezzi le donne! E poi non delegheresti mai a nessuno di sbrigare affari per tuo conto. Nemmeno a me che sono sangue del tuo sangue!” Esplode Jalif incapace di contenere la rabbia.
“Nipote! Come puoi dire queste falsità di fronte ai nostri ospiti? Capisco tu sia ancora sconvolto per l’incidente ma se ti senti instabile credo sia il caso che tu ti ritiri nelle tue stanze”.
“Non sono instabile! Non sono mai stato tanto lucido” urla il ragazzo di rimando.
Sahed fa cenno alla guardia di scortare il ragazzo fuori dalla sala da pranzo.
“Ti chiedo scusa a nome di mio nipote, Karim. Il ragazzo è giovane e ancora fragile dopo aver passato la scorsa notte in ospedale”.
Marguerite non riesce più a trattenersi “Jalif è solo un ragazzo! Non potete trattarlo così. Dovete avere un pò di cuore”
Nel frattempo il fuoco che fino a un attimo prima bruciava nel petto del ragazzo pare essersi spento. “ Non temere Marguerite, sono abituato..” Dice lui a testa bassa.
“Marguerite?” Replica Sahed stupefatto. Era ancora convinto che la donna si chiamasse Sofie. Ma lo stupore lascia presto il posto ad uno sguardo pensieroso sul suo volto. Qualcosa nel cassetto dei suoi ricordi ha cominciato a sbloccarsi, anche se ancora non sa cosa..
“Che dite! Sahed è un uomo buono e giusto, onesto e generoso! Senza lui saremmo tutti morti a questo punto!” Interviene Angelique difendendo a spada tratta il suo sceicco.
La guardia scorta fuori dalla stanza Jalif, che se ne va a testa bassa senza protestare. In tutta risposta Marguerite si alza e, indignata, se ne va nella sua camera.
“Non tutti sono quello che sembrano” sentenzia la finora silenziosa Georgette prima di alzarsi e anche lei abbandonare la sala da pranzo. Nel vedere ciò Alessandro lancia uno sguardo carico di significato allo sceicco che con un cenno del capo gli da l’ordine di seguire la ragazza.
Sahed nel frattempo si alza e invita il principe a raggiungerlo nella shisha room, dove di solito gli uomini si ritirano per fumare e parlare di affari. All’udire la parola affari Claudine drizza le antenne poco dopo tenta di seguirli.
Angelique resta sola al grande tavolo apparecchiato e, con nonchalance, alza il calice e brinda alla vita.
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