Sally e le strane coincidenze – parte 1
Sally è una ragazza semplice, timida e impacciata, vive da sola nella tranquillità del suo appartamento, uscire non le piace molto. Si sente a disagio tra la gente, prova ansia e inadeguatezza. A casa, in solitudine si sente sicura. Invita solo la sua amica fidata Gina, che regolarmente le porta i churros, il suo strano dolce preferito, per stare in compagnia e divagare la mente dal suo stancante lavoro. Fa l’archivista, presso la biblioteca nazionale di Firenze, il lavoro perfetto per chi come lei preferisce non sentirsi obbligata a stare a stretto contatto con le persone. È inibita, riservata, insicura, talvolta imbranata e maldestra. Cammina nascondendo il viso dietro i suoi folti capelli ricci e neri. Quando si sente a disagio pulisce le lenti dei suoi occhiali dalla montatura spessa. Veste sempre molto sportiva, ama la comodità e detesta gli abiti formali, trucca solo gli occhi color cioccolato ma puntualmente si sbava.
Don Gabriele, il parroco del quartiere, le richiede una documentazione molto importante relativa ad una chiesetta sconsacrata, con tanto di piantine complete. Nonostante la ricerca scrupolosa, la nostra protagonista non ne trova alcuna traccia.
“Signorina come è possibile che non siano ancora pronti i documenti che le ho richiesto? É urgente, Mi servono assolutamente” Sally si sente gli occhi addosso e, come solita fare quando è in imbarazzo, si sofferma a pulire le lenti dei suoi grossi occhiali neri. “Don Gabriele, sono mortificata, ma come le ho già spiegato al telefono quelle carte non sono presenti nei nostri archivi” risponde impacciata. Il vecchio prete si irrigidisce alzando la voce, attirando l’attenzione di tutti i presenti nella biblioteca, “sono certo si trovino in questo archivio! É impossibile non ci sia traccia di quella vecchia chiesetta sconsacrata!” Sally vorrebbe sparire. Abbassa lo sguardo, inclinando il viso, porta i suoi capelli ricci scuri davanti agli occhi per nascondere il rossore in volto, “va bene, non smetterò di cercare finché non la trovo!” dice timidamente.
Il parroco del quartiere, Don Gabriele, si fidava molto di Sally, rinomata archivista della biblioteca centrale di Firenze. Le aveva chiesto di cercare in archivio la piantina con documentazione annessa della ex chiesetta di San Pancrazio, ormai sconsacrata, per studiarla nel dettaglio con l’intento di trasformarla in un museo esclusivo di testi e oggettistica antichi.
Agitata Sally corre giù in archivio per ribaltarlo, fa passare nuovamente tutti gli scaffali, cartelle, opuscoli ,controlla minuziosamente gli elenchi registrati, qualora anche un solo fascicolo fosse stato riposto fuori dall’ordine numerico, ma non individua alcuna incongruenza, quando sfinita scorge una cartella archiviata, inserita sottosopra. Innervosita si dirige davanti allo scaffale per sistemarla sbuffando. Mentre sfila il fascicolo per raddrizzarlo, un libricino scivola per terra. Raccogliendolo viene colpita dal titolo: “inutile nascondersi”. Che strano è scritto a mano, pensa sfogliandolo. Incuriosita legge velocemente parti a caso e alcune cose le risuonano. Sembra un racconto abbozzato e mai terminato, scritto con una calligrafia arcaica o da una persona molto anziana, insolito!… Nel frattempo nessuna traccia dei documenti richiesti dal prete. Preoccupata, per calmare lo sdegno di don Gabriele e tenere nascosto al suo direttore Jonathan lo smarrimento di un fascicolo, decide di recarsi alla chiesetta sconsacrata per capire se potesse lei stessa cimentarsi in una stesura della piantina e ricercare più particolari possibili dell’ex chiesa di San Pancrazio da consegnare al Parroco.
Ritrovandosi nel seminterrato della chiesetta sconsacrata, ai piedi di una scalinata trova un tavolino con una torcia appoggiata sopra e una serie di incarti che riguardano la chiesa. Li controlla e con stupore bisbiglia sbigottita “ma allora… è questo che serve a don Gabriele!”
Non riesce a spiegarsi cosa ci facciano li quei documenti e chi può averli presi, ma nessuna richiesta precedente dello stesso fascicolo risultava registrata. Decide d’istinto di riportarli in archivio. Cerca di riordinarli esperta qual’ è e resta impressionata quando in mezzo a tutte quelle carte scorge due fogli imbrattati di sangue ormai secco, ma che lasciano intravvedere poche righe scritte a mano, sotto le macchie “so che un giorno lo capirai e scoprirai la verità” turbata riconosce la calligrafia! Sembra esattamente la stessa mano che ha scritto quel racconto trovato in archivio!
Sally sempre più sconvolta, fugge via impaurita dalla chiesetta lasciando cadere tutto sulle scale…
L’indomani in biblioteca, vigliacca com’è, non si sente assolutamente di raccontare l’accaduto al suo capo Jonathan. La giornata passa nell’indifferenza di tutti, freddamente, quando tormentata da ciò che aveva visto alla chiesetta non resiste, si fa coraggio e tremante recupera quel libretto di nascosto e lo porta a casa. Vuole capire se quelle pagine insanguinate appartengano a quel racconto.
Leggendolo trova narrazioni nelle quali si rispecchia. Molte cose la accomunano, finché si imbatte in un capitolo che sembra proprio parlare di lei! Si racconta di un fatto a lei realmente accaduto di cui nessuno poteva sapere, stupefatta e spaventata vuole capire chi può averlo scritto! Lo scrittore purtroppo si nasconde dietro un nome che pare uno pseudonimo, Satos…
Sally vuole scoprire assolutamente chi si nasconde dietro quel nome e come fa a sapere quelle cose di lei…
To be continued…
Fine prima parte!
A giovedì prossimo con il seguito del racconto!
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