Capitolo 11 – Misteri emergono dalle sabbie
Mentre fuori la tempesta infuria all’interno della villa la situazione non appare migliore: il caos e lo spavento dilagano tra gli ospiti smarriti e li porta a dimenticare ogni tipo di precauzione e pudore, come spesso avviene quando si è innanzi ad eventi catastrofici . Saeed e il giovane protetto, il cui nome è Jadif, vengono immediatamente scortati dalle guardie del corpo in una stanza sicura e appartata nel cuore del maestoso palazzo. Gli ospiti dimenticati si arrangiano come meglio possono. Georgette e Angelique raggiungono a loro volta un luogo protetto ma meno isolato. “G-grazie..” dice Angelique con voce fievole e tremante, “m-mi hai salvato la vita… non sapevo cosa fare… pensavo di essere spacciata… non so come reagire in situazioni di pericolo, vado in confusione e n-non ho la prontezza di…”, la paura la rende logorroica. Fosse solo la paura!
“Sshh!” la zittisce Georgette, “non senti anche tu una voce?”
Entrambe le donne si guardano attorno ed intravedono in un angolo la sagoma nota della donna che le ha guidate quel giorno negli intricati meandri di quella villa. “è Fatima, giusto?” sussurra Angelique. “Si è lei! Sta parlando al telefono. Fai silenzio così sentiamo cosa dice, potrebbe servirci” replica Georgette, avvicinandosi ulteriormente alla donna con massima cautela.
“Signore, non voglio contravvenire ai miei doveri ma allo stesso tempo non posso fare a meno di temere per la mia incolumità: ciò che mi sta chiedendo è alquanto avventato e imprudente. Ma se è ciò che desidera non posso far a meno di obbedire. Raggiungerò quanto prima la causa delle sue preoccupazioni per accertarmi delle condizioni e controllare la situazione e le riferirò tutto. Con permesso signore, salve.” Così dicendo Fatima con aria mesta si precipita fuori dal palazzo.
“Era sicuramente al telefono con Saeed, come si permette dichiedere a quella donna di uscire con un simile tempo, è troppo rischioso!” esclama Georgette con voce sonora presa dall’ ardore.
“ Chi sarà che impensierisce a tal punto il mio Saeed? Sarà sicuramente una donna” sbotta a sua volta Angelique, divorata dalla gelosia al pensiero di una nuova, ennesima, possibile rivale.
“Ma come puoi pensare a questo quando è in gioco la vita di una donna per soddisfare un’ inutile stravaganza! Levati dalla testa quell’uomo, è meglio. È solo un arrogante, presuntuoso tiranno. Possiede soldi e potere ma nessuna dignità. Chissà cosa ci trovava mio padre in lui?” in preda alla rabbia Georgette non trattiene i suoi pensieri.
“Cosa hai detto? Cosa c’entra tuo padre adesso?” chiede Angelique.
“Niente, stavo straparlando, non pensarci” si affretta a rispondere Georgette, “meglio raggiungere gli altri. A proposito, dove sono?”.
Claudine assiste anche lei alla telefonata, ma dalla prospettiva di Saeed el Fahim. Difatti, mossa dal timore che i documenti lasciati nell’ufficio dello sceicco vadano persi, si dimena in una corsa disperata per la villa alla ricerca della stanza, smarrito qualsiasi residuo di senso dell’orientamento. Nel vago girovagare si imbatteproprio nello sceicco e, nascosta a debita distanza, origlia l’intera conversazione. Al termine della chiamata Claudine sente Il giovane ragazzo al seguito di Saeed esclamare: “Come hai potuto essere così incauto? Possibile che non provi la minima empatia nei confronti degli altri?”, e così dicendo si volta per raggiungere di fretta l’uscita. L’espressione sul volto di Saeed muta istantaneamente. L’uomo, che evidentemente non si aspettava una simile reazione da Jadif, solitamente mansueto, urla con volto paonazzo e occhi iniettati di sangue: “ Come osi accusarmi diapatia? Proprio tu, che mi devi la vita. Dove credi di andare? Ti proibisco di allontanarti…” ma si interrompe quando, volto lo sguardo in direzione dell’uscita, nota Claudine intenta adosservare l’intera scena. La donna è sconvolta dal repentino mutamento di umore dello sceicco, difatti egli in pubblico appare sempre posato ed equilibrato. Cosa si cela dietro tutta quella rabbia repressa?
Marguerite si trova nella stanza attigua a quella di Georgette e Angelique. Pensa alla piega che hanno preso gli eventi. Non è ancora riuscita a scoprire niente su Fatima, chissà chi protegge nella clinica privata? E poi perché quel giovane ragazzo, tale Jadif, protetto dello sceicco, ha un’aria tanto familiare? E lo stesso sceicco: chi è veramente? Cosa nasconde? Cosa vuole da lei? A rovinare tutto quelle tre donne: Angelique, Georgette e Claudine, che compaiono sempre al momento sbagliato nel posto sbagliato.Possibile sia solo una coincidenza? E se ci fosse dell’altro? Dovrebbe trovare il modo di avvicinarle, magari renderle sue alleate. Niente sta andando come previsto. È spazientita: anche il tempo è suo nemico. Come è possibile quella tempesta a Dubai? Tutto è insolito e quasi irreale. Mentre è così immersa nei suoi pensieri scorge dalla finestra Fatima, nel patio, incedere a fatica tra il vento, la sabbia e l’acqua proteggendo il viso con le braccia.Cosa ci fa fuori con un simile tempo?. Senza la minima esitazione decide di seguirla: forse è giunto il momento di ottenere qualche risposta.
Fatima raggiunge l’esterno della villa e sale a bordo di una macchina dai vetri oscurati. Marguerite a sua volta intravede nei paraggi un’altra vettura stranamente incustodita -l’autista doveva averla abbandonata preso dal terrore per l’inatteso maltempo- e se ne appropria per proseguire il pedinamento. Non si accorge che un’altra persona si è intrufolata sull’auto.
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