Capitolo 4 – Ricordi e segreti

Claudine, già confusa per il comportamento impulsivo di Giorgette, rimane ancor più sbigottita nell’accorgersi che tra i documenti contabili, sparsi sulla scrivania della sua stanza, sembra mancare proprio la delega per l’eredità, dove è scritto che Claudine trasferisce parte del patrimonio del marito defunto alla figlia. Deduce che Charlotte, in realtà, non accusava alcun malessere e il fatto che non si trovasse in camera la mette in agitazione, turbata pensa dove sarà Charlotte e come mai manca proprio quel foglio? Il pensiero ricade subito su Giorgette, quell’abito così costoso non poteva di certo permetterselo se si era avventurata solo con il suo zaino malconcio. La sua mente ritorna all’incontro tra le ragazze sulla terrazza del Burj Khalifa durante il quale parlottavano misteriosamente. Sicuramente quella forsennata di Charlotte ha voluto farmi un dispetto mettendo dei soldi in mano alla poveretta! Devo trovarla assolutamente prima che combini dei guai e sperperi tutto il denaro indebitamente! In preda a questi pensieri tortuosi esce dalla stanza alla ricerca della figlia. Per prima cosa bussa alla porta di Georgette chiedendole se Charlotte fosse lì con lei. La ragazza, infastidita dal pensiero che sia solo una scusa per impicciarsi del suo diario, le risponde, con forzata gentilezza, di non averla vista e non poterla aiutare, ravvedendosi del precedente atteggiamento scorbutico. A Claudine non resta che correre in portineria per sapere se qualcuno abbia visto sua figlia…
Georgette si rilassa pronta a godersi finalmente la sua lussuosa camera, anche se in parte realmente preoccupata per Charlotte. Mentre sistema il suo prezioso diario sul comodino, lo sfoglia e rilegge un paragrafo al quale non aveva dato peso…: “il tuo sguardo non era più rivolto a me, le tue attenzioni verso di me erano sparite in un attimo. Lo so, nessuno doveva sapere, nessuno doveva capire, ma io e te conoscevamo bene come stavano le cose tra noi! Non lo meritavo e quando vi ho visti allontanarvi insieme, avrei solo voluto seguirvi per chiederti dove stavate andando? Torna da me! Mi hai ferito e non hai scuse, non so se riuscirò a perdonarti per questo, non ti importava di me, in quel momento io non esistevo per te e non stavi fingendo.” Georgette, quasi addolorata per la sofferenza trasmessa da quelle parole, si addormenta con il pensiero rafforzato di conoscere suo padre, chiedendosi da dove derivasse quella sua fragilità e che uomo fosse!
Nel frattempo all’hotel Atlantic Angelique non sta più nella pelle! Corre entusiasta dall’unica persona che può aiutarla concretamente ad organizzare la più sfarzosa festa mai vista a Dubai, chi meglio di Alessandro? Il fotografo nonché paparazzo poteva invitare e presentarle tutti i personaggi dell’èlite di Dubai, primo fra tutti il ricercatissimo sceicco Saeed El Fahim! “Aprimi Alessandro, è importante, devo parlarti” lo chiama bussando alla porta della sua stanza. Alessandro è molto sorpreso e l’accoglie con piacere. “Qual buon vento ti porta in camera mia?” “Alessandro devi aiutarmi, ho in mente un evento pazzesco! Un panfilo! Ho in mente di organizzare una sontuosa festa su un panfilo, il più grande e lussuoso di Dubai! Sarà un successo, vedrai! Ne parleranno tutti!” “Dolcezza, per te questo e altro, mi sembra una idea geniale!” Angelique con la sua determinazione e il suo stile impeccabile sembra affascinare l’uomo che le si avvicina con il suo charme dicendole “come sei bella stasera, sono lusingato di essere qui con te” “Ti ringrazio, ma non occorrono i complimenti”, “sei una donna misteriosa e la cosa mi affascina incredibilmente” “e tu sei un uomo pericoloso, hai un modo di parlare che può convincere chiunque, infatti sono qui, a Dubai, solo grazie a te!” gli risponde guardandolo fisso negli occhi con un sorrisino malizioso. Il fotografo si avvicina ancor di più al viso di lei e con voce calda aggiunge “il modo in cui ti mordi il labbro quando parli di lavoro e quegli occhi luminosi quando sorridi conquisterebbero qualsiasi uomo” Si, tranne lo sceicco pensa lei. Lui continua “tutto mi fa pensare che tu sia una donna molto passionale e non ti nascondo che avrei una voglia matta di baciare le tue bellissime labbra purpuree.” Angelique in fondo si sente arrossire, ma non si tira indietro “E tu? Cosa ti fa pensare che io possa corrisponderti?” gioca a provocarlo mentre gli sistema il colletto della camicia con fare accattivante. Lui con la bocca schiusa si avvicina alla sua, lei sorride dicendogli “adesso vado a letto, paparazzo… riprendiamo il discorso domattina mi raccomando! Buonanotte” mentre esce dalla stanza lasciando Alessandro con un pugno di mosche. “Va bene signorina, ai suoi ordini, sogni d’oro, sogna me, a domani!”. Se proprio sogno El Fahim ripensa mentre si ritira nella sua camera.
Il mattino seguente Marguerite si trova in giro per le stradine del suq della città, immersa nella calca di persone che affollano i vicoli stretti e colorati del mercato. È lì per ricercare spezie e intrugli per poter elaborare i suoi profumi dalle fragranze rare. Il suo sguardo vaga tra le diverse bancarelle che vendono seta e cotone, oro e gioielli, tappeti e vasi, datteri, noci e dolci, affascinanti abiti arabi, è assorta in questa atmosfera coinvolgente. Avvolta dai profumi orientali di incensi fumanti e dalle forti essenze delle spezie esotiche, d’un tratto viene rapita da un profumo da donna forte, intenso, intrigante, come magico, ipnotico, che le sembra di distinguere… il suo olfatto non la inganna, quel buon odore è intrinseco di ricordi… Si immerge in quell’immagine, quel dolore lancinante all’addome, quella mano potente stretta nella sua, quella frase maledetta “chiama subito il medico” rimbombare nella testa… Marguerite ha bisogno di un respiro profondo. Lo riconosco, è il suo profumo, deve essere per forza lei, questa essenza la riconoscerei tra mille, quella donna, si, il profumo di quella donna misteriosa entrata nel mio negozio pensa mentre cerca di seguirne la scia. La fragranza rende facile il percorso che la porta fuori dal mercato in una strada laterale. Lì vede una donna in lontananza, è proprio lei! Così Marguerite decide di andarle dietro… la segue a distanza finché la vede entrare in un portone. Giunge anche lei davanti a quel grande portone intarsiato, lo osserva bene, vede una grande targa affissa in alto e legge stupita: Clinica psichiatrica… Fondazione Fam. El Fahim… Marguerite, seppur tremante, si fa sempre più curiosa e determinata a scoprire chi sia quella donna e cosa ci faccia li….

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