MARGUERITE – Capitolo 5
Marguerite, sofisticata ma al tempo anticonformista, durante i suoi studi universitari a Parigi, sua città natale, matura l’idea di andare a Dubai ad affinare le sue competenze sulle essenze profumate, con l’obiettivo futuro di aprire una boutique di profumi personalizzati.
Giunta a Dubai, nello studentato al quale si appoggia, comincia ad apprezzare la compagnia degli altri studenti con i quali condivide esperienze sul posto filtrate da usi e costumi locali che la incuriosiscono. Serate nei shisha bar a fumare il narghilè, andare in spiagge frequentate dai locali per fare l’esperienza del bagno vestita come le donne del posto, usare il Kajal come usano le emirate, per dare profondità allo sguardo, già naturalmente languido e sensuale, che la giovane possiede; tutto ciò arricchito dai caftani in tessuti pregiati che Marguerite decide di indossare per essere alla page con il posto. Dubai affascina a tal punto la giovane donna che, su richiesta di uno dei ragazzi frequentanti lo studentato, volontario presso una onlus locale, decide di seguirlo per vedere di cosa si tratta e eventualmente entrare come operativa, per infiltrarsi nei meandri di questo paese ricco di contraddizioni avvincenti che incuriosiscono Marguerite.
La onlus predetta si occupava di progetti ambientali atti a mantenere o riqualificare zone dello stato arabo , al fine di preservare aree protette di neo coltivazioni ricavate da zone desertiche, nelle quali era stata portata acqua desalinizzata; tutto ciò attira l’attenzione della ragazza che chiede di potere conoscere il responsabile, tale Farad Al Fahim.
L’incontro tra i due è fatale, due mondi contrapposti che si ritrovano uniti da ideali comuni, in armonia con il desiderio di abbattere frontiere e costruire nuove opportunità, più attuali e salvifiche per territori ostici come le zone desertiche degli Emirati. Marguerite e Farad, innamorati perdutamente devono affrontare tutte le difficoltà culturali che la loro unione comporta. Marguerite prima di essere presentata alla famiglia di Farad, giunge in un palazzo da mille e una notte, tappezzato all’esterno da pannelli di madreperla bianca, e da intarsi di lapis e povere di smeraldo che rappresentano l’albero della vita, posti all’ingresso del portone. Fontane zampillanti ergono da una piscina posta al centro del giardino principale, tutto contornato da una rigogliosa natura e da animali esotici che rumoreggiano nel silenzio. Pavoni bianchi e blu si muovono da padroni nello splendido parco circostante il palazzo.
Marguerite viene invitata ad abbigliarsi in modo tale da non creare imbarazzo e a coprire la testa con un foulard, questo per non infrangere gli usi e costumi locali. Si presenta così con un caftano blu petrolio in seta con maniche a chimono, una sciarpa in tono avvolta tra i capelli e annodata al collo; gli occhi truccati con il kajal nero che dà profondità al colore verde dei suoi occhi rendendoli ancora più intensi e un rossetto rosso rubino che dona turgore alle labbra carnose. Farad nel vederla rimane estasiato certo che la famiglia la accoglierà nonostante le riserve culturali.
L’ingresso di Marguerite nella famiglia Al Fahim crea lo scalpore atteso e reciproco, poiché Farad ha taciuto a Marguerite di avere un fratello gemello, Saeed Al Fahim, capo della famiglia, il quale , dopo le presentazioni, subdolamente invita le guardie del corpo a fare in modo che la ragazza venga allontanata da Farad, invito ad allontanarla celermente prima che la situazione possa sfuggire di mano.
Farad e Marguerite incuranti dell’osteggiamento da parte della famiglia di lui, decidono di andare a vivere insieme in una casa alla periferia di Dubai, e Marguerite giustifica alla famiglia la sua permanenza negli Emirati con la volontà di volere proseguire l’Erasmus per altri sei mesi, dopo i quali sarebbe rientrata a Parigi.
La passione travolgente fra i due , il desiderio di volersi occupare dell’associazione con obiettivi comuni, non contempla la gravidanza di Marguerite, che appresa la notizia teme possa essere un ostacolo alla sua storia d’amore con Farad il quale invece la accoglie con entusiasmo, ma non nasconde il timore di ripercussioni da parte della sua famiglia.
La ragazza decide di tornare a Parigi per concludere gli studi e al tempo portare a termine la gravidanza. La notizia viene accolta con riserva da parte della famiglia di lei che teme che questo bambino possa costringerla a decisioni estreme come abbandonare la Francia e abbracciare una cultura troppo diversa e radicalizzata. Marguerite non vuole sentire ragioni, e invita Farad a Parigi a conoscere la sua famiglia.
Una volta messo al mondo il figlio, Marguerite ritorna a Dubai con la sua laurea in chimica e con il desiderio di iniziare la sua vita con Farad; nel frattempo il gemello Saeed Al Fahim ha ordito un piano per togliere il bambino al fratello per poterlo crescere secondo la cultura islamica, incurante di quanto dolore questo possa provocare ma animato solo all’idea di avere un erede inaspettato da potere inserire negli affari e progetti di famiglia.
Un incidente in auto, il risveglio di Marguerite in ospedale e la consapevolezza che il figlio e Farad non ce l’hanno fatta. La disperazione travolge la vita di Marguerite che ritorna a Parigi.
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