Capitolo 2 – Marguerite
MARGUERITE
Sono quasi le 19.00 e Marguerite è già sfinita. Quel giorno è stato un susseguirsi di clienti esigenti e pretenziosi. La giovane donna, pur cercando in ogni modo di apparire paziente e disponibile, sta per raggiungere il limite massimo di sopportazione. Marguerite ama la sua profumeria. Per lungo tempo si è limitata a sognare di aprire un posto tutto suo in cui le persone potessero non solo acquistare prodotti di qualità, ma soprattutto scoprire nuovi lati di sé stessi ed innamorarsene. Perché il profumo è capace di tutto questo. Il profumo fin dall’antichità rende l’essere umano capace di sognare. E Marguerite è irrimediabilmente attratta dalla magia, dal mistero. Questa passione ha iniziato a germogliare in lei fin da bambina, quando suo padre passava le notti a leggerle i Racconti delle Mille e una Notte della coraggiosa Sherazade. Tuttavia, crescendo, la giovane donna si è resa conto che fin troppo spesso le persone dimenticano la magia e, al contrario, si abbandonano ad una vita frenetica. Specialmente in Occidente l’umanità tenta di tenta di tenersi sempre occupata per non pensare alla propria interiorità. E di conseguenza tutti sono di fretta, sono esigenti e spesso scortesi. Marguerite sogna di tornare a casa, accendere un incenso profumato acquistato durante la sua ultima spedizione in Giordania e infine rilassarsi con un bagno caldo. Ho bisogno di ritrovare la pace, questa volta potrei programmare un viaggio in India.. potrei visionare sete speciali e provare ad introdurle qui in negozio, nei prodotti di nicchia ovviamente.. si ritrova a pensare la donna.
Quasi potrei chiudere un pò prima oggi se non entra più nessuno riflette guardando l’orologio mastodontico appeso al muro alle sue spalle. Anche lui è un’acquisto fatto in Oriente. Quando Marguerite è sul punto di chiudere e correre a casa per rifugiarsi nella sua amata vasca da bagno sente il tintinnio della porta. D’istinto guarda l’orologio: addio bagno caldo. Fa un profondo respiro e si prepara a sfoderare uno dei suoi sorrisi più calorosi. Vede entrare una donna molto bella, dalla carnagione olivastra e dai lineamenti eleganti. Nota che pur non indossando l’hijab è chiaramente abbigliata come una donna mediorientale. E non una qualunque. Una donna di ceto elevato. E ciò si può notare dal tatuaggio con henné che invade tutta la sua mano e le ricama il braccio fino a raggiungere l’inizio della manica della camicetta in seta che indossa. E non solo: porta un bracciale e degli orecchini indubbiamente d’oro massiccio. Non di certo bigiotteria che chiunque può permettersi. Marguerite le si avvicina cordiale. “Buongiorno signora, posso esserle utile in qualche modo?”. La donna ha un profumo inebriante. Marguerite sente di averlo già sentito ma pur concentrandosi non riesce a ricordare dove. La donna in tutta risposta le fa un sorriso caloroso. “Non sei come ti immaginavo” dice rivolta alla titolare della profumeria. Marguerite resta interdetta. Non ricorda di aver mai visto quella donna. “Ci.. ci conosciamo?” Le chiede titubante. In tutta risposta la donna le volta le spalle e si dirige verso lo scaffale che contiene i profumi più di nicchia, studiati e scelti da Marguerite durante tutti i suoi viaggi per offrire ai propri clienti non solo un prodotto ma un’esperienza mistica. La donna osserva i profumi esposti. Marguerite inizia ad avvertire una sensazione di disagio crescerle nel petto. Quella donna, pur tanto calma e gentile, le incute una gran paura. La donna si blocca. Afferra sicura un profumo e si gira verso Marguerite. Con una disinvoltura quasi magnetica ne spruzza un pò sul viso della titolare, la quale resta immobile, come ipnotizzata. Marguerite inizia a ricordare. Tempi lontani, il sole battente, un’afa terribile, le risate di bambini.. apre gli occhi.
La donna le porge un biglietto. “Ci vedremo presto” le dice. E con un sorriso le volta le spalle uscendo dal negozio. Marguerite ha il cuore che batte forte. La sensazione che qualcosa sia cambiato per sempre. Con mani tremanti apre il biglietto. Vede come un disegno, una scritta elegante. Capisce che è una frase scritta in arabo. Strizza gli occhi e cerca di concentrarsi. Dopo tutti i viaggi in medio oriente ha acquisito le basi della lingua locale.
“ عاد طائر الفينيق إلى الحياة “ letteralmente l’uccello fenice è rinato dalle ceneri.
Marguerite d’istinto getta lontano il biglietto. Il cuore che batte forte, la bocca asciutta.
È vivo.. pensa.
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