E’VITA
Nove mesi per immaginare, per organizzare, per pianificare ogni cosa affinché sia tutto perfetto. L’entusiasmo di tutti coloro che intorno a questa nuova vita avranno un ruolo, la piramide familiare prende sempre più corpo, e tu piccolo fiore ignaro del mondo che ti accoglierà, ti nutri in quella tana protetta dove tutto è soffuso, luce, rumori, voci. Il ritmo costante e forte è scandito dal cuore della tua mamma, un ritmo vitale che genera vita. La sensazione diversa di aspettare che tu venga alla luce non più mia ma della tua mamma e del tuo papà genera rispetto nei riguardi di chi si prenderà cura di te come se all’improvviso quel figlio o figlia che ora saranno genitori di colpo smetteranno di essere prole, e il ruolo di quel genitore diventa quello di supporto, di supervisore, di sostegno, di coccola, di un amore grande diverso ereditato dalla consanguineità. Quanta tenerezza nel vedere te, piccola creatura, potente al punto tale da scombussolare sempre la vita di chi ti accoglie a braccia aperte, consapevole del sacrificio, ma mai abbastanza per saperlo gestire. All’improvviso quella figura marginale e secondaria, quei genitori che sono stati deposti a favore di una nuova famiglia, riprende corpo per dare ancora sostegno, a quei figli sempre troppo figli per potere affrontare responsabilità, e come d’incanto si torna ad avere un ruolo, si torna ad essere un riferimento.
Prendere tra le braccia la discendenza di tuo figlio innesca qualcosa di magico, è la vita che continua il suo ciclo, che crea storia dietro alla tua persona, quel frugoletto appena nato ha già i suoi trascorsi familiari, che si rinnovano dietro ad ogni figura che saprà raccontargli di famiglia. Il profumo di passato che si rinnova nel presente, ritrovare tratti familiari, modi di fare, attitudini, ed ecco che nelle piccole mani del nipote riponi cautamente non solo la tua storia ma soprattutto la sua.
Nasce ricco il bambino, nasce accompagnato da racconti che lo incorniciano in un quadro del quale anche lui oggi fa parte; un giorno quando lo guarderà ne riconoscerà ogni piccolo dettaglio, perché quei particolari saranno stato oggetto di storie di vita.
Nel suo mondo non ci sarà sempre spazio per il ruolo del nonno, perché non sempre la società sarà disponibile a mantenere questa figura come un riferimento, ma sono certa che si ricorderà dei mille dettagli del quadro di cui anche lui fa parte, rammenterà le storie avventurose di un passato troppo lontano e diverso, nello smarrimento caotico che la sua società gli ha riservato, si ritroverà incluso, con senso di appartenenza, e sarà più forte rispetto a chi sarà rimasto spoglio dei ricordi, spoglio della sua storia, solo con una vita fatta di presente e un futuro senza radici.
Ecco chi sei piccolo fiore, un compendio di quanto di più bello i tuoi genitori hanno saputo e potuto trasmetterti, sei collante fra due famiglie che prima sconosciute, oggi attraverso te si ritrovano unite e gioiscono insieme per averti visto fare capolino in questo mondo dal quale sarai protetta e al tempo stesso nel quale spiccherai il tuo volo in libertà e forte di tutto quel bagaglio che così generosamente ti è stato donato.
Un giorno quando da adulta responsabile a tua volta pronta a donare la vita, ti guarderai dentro ripensando a tutto ciò che con amore hai immagazzinato perché qualcun altro con altrettanto amore telo ha donato, diventerai custode di tutto ciò che ha fatto la tua storia.
Questo siamo, dei grandi contenitori di storie, storie che si intrecciano nel ciclo della vita dove ogni piccolo evento , anche quello più insignificante, diventa per noi radice di un albero che non muore mai.
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