Allo specchio
Che strana sensazione ho provato oggi! Stavo uscendo dall’ordine degli avvocati abbigliata in modo elegante e professionale, come si confà a una giovane titolare d’impresa, quando mi sono ritrovata nel bel mezzo di un fiume di ragazzini che stavano uscendo da scuola. Io, in tenuta Max Mara, fede all’anulare perfettamente smaltato accompagnata dal brillante diamante regalatomi in occasione del fidanzamento, Apple Watch al polso e occhiali da sole griffati Michael Kors. Loro, i ragazzi con jeans larghi tanto da far intravedere l’elastico delle mutande e le ragazze con top che sembrano più biancheria intima che magliette adatte per andare a scuola. La sede dell’ordine si trova proprio nella stessa via che ospita la maggior parte delle scuole superiori della città. Io ero stata in consiglio a discutere il bilancio trimestrale dell’ente, loro sui banchi di scuola. All’apparenza siamo tanto diversi.. ma la noia di quanto subito è probabilmente più che paragonabile.
Fatto sta che nell’uscire in strada mi sono ritrovata in mezzo a questo fiume in piena di ragazzini che uscivano dal ventre delle loro scuole con la veemenza di un fiume che si riversa in mare. Ho notato i loro sguardi: mi fissavano come se fossi tanto diversa da loro, proveniente da un’altro mondo. Ero investita da sguardi misti tra stupito ed ammirato, e attraverso i loro occhi mi sono vista: un adulto in carriera, qualcuno che è arrivato e non ha più preoccupazioni alcun tipo. Qualcuno di grande e lontano. Loro, al contrario, erano vivi, vibranti, in crescita, ancora alla disperata ricerca di un posto nel mondo. Mi guardavano con invidia, un’invidia dettata dal fatto che apparentemente io somigliavo a qualcuno di risolto, che ce l’ha fatta. Ho riconosciuto quello sguardo perché era lo stesso sguardo con cui io guardavo le persone più grandi e sognavo di essere così: elegante, sicura di me, forte, con la vita a posto. Ricordo ancora che da adolescente fantasticavo ad occhi apri il giorno in cui mi sarei presa la mia rivincita: non sarei più stata una ragazzina cicciottella e impacciata, ma anzi un’adulta bella, magra, elegante, sicura di sé. Ora che io sono quella persona che tanto agognavo di essere mi rendo conto di non corrispondere affatto all’immagine che do all’esterno. Non sono una donna risolta. Al contrario, sono un gran casino. Ho 30 anni, sulla carta una vita perfetta, la mia attività, un marito, uno sport, amici più o meno cari. Vivo dolori e gioie, come chiunque. Ma la realtà è che io non so ancora chi sono, anzi, sono ben lontana dal saperlo. Ad un tratto mi sono accorta che ero io a provare invidia verso di loro: una vita ancora tutta da costruire, scelte da fare, errori da commettere. Una tela bianca da dipingere. Del resto, può ancora la mia vita essere una tela bianca? Apparentemente sembra tutto deciso.. eppure io sento di essere ancora mutevole, in transizione. Sono più che mai convinta che nemmeno tra 10 anni saprò chi sono. Più cresco più mi rendo conto che è tutto in divenire, noi non siamo fissi in un ruolo, non saremo mai arrivati veramente, siamo in continua e costante crescita. È come se davanti a noi fosse aperta una finestra che mostra una moltitudine di possibili scenari, e ciò che scelgo oggi non dev’essere per forza quello che ho scelto ieri o che sceglierò domani. Tutto può mutare, io posso mutare. E badate bene, per mutare non intendo cancellare. Quell’adolescente timida, impacciata e ossessiva è ancora dentro di me poiché ora che ho 30 anni sono ricaduta esattamente negli stessi errori che ho commesso quando di anni ne avevo 16 o 17. Ancora mi sento rifiutata, sbagliata, ancora c’è qualcuno che mi blocca sui social perché sono troppo. Tuttavia sento al contempo di essere profondamente diversa: più paziente, più resiliente, più profonda. Se mi chiedessero di definirmi probabilmente resterei senza parole esattamente come uno dei ragazzini con cui ho condiviso la via oggi. E credo, nel profondo me, che questo sia il bello dell’umanità: svegliarsi ogni giorno con la voglia di progredire, di sistemare, di vivere al massimo e fino in fondo. Ogni giorno guardando fuori da quella finestra che ci apre a mille, infinite possibilità.
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