San Martino

La nebbia agl’irti colli

piovigginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo

dal ribollir dei tini

va l’aspro odor dei vini

l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi

lo spiedo scoppiettando

sta il cacciator fischiando

su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi

stormi d’uccelli neri.

com’esuli pensieri,

nel vespero migrar.

– Giosuè Carducci –

 

Oggi è la sagra. Giorno di festa e di allegria.

Quante cose sono cambiate negli anni… eppure, in cuor mio, sento che tutti coloro che c’erano sono restati, anche se non li posso vedere.

E il mio animo è pervaso da una sconfinata serenità.

1969

Oggi è la sagra! Perché mamma mi ha costretta a venire a casa di Ernesta a rassettare? Non potevo restare a casa ad aiutarla a preparare tutto il ben di Dio che ci aspetta?

Finalmente oggi mangeremo polenta e lardo, cotechino e salame, il tutto innaffiato da un buon bicchiere – o più d’uno forse – di vino rosso. Mi sento così felice! Che freddo fa.. si congela penso mentre mi alzo il bavero del cappotto fin sopra orecchie. Accelero il passo nel tentativo do scaldarmi. Freddo o no oggi sfoggerò il mio nuovo cappotto viola! E chi se ne importa se non è davvero nuovo ma è stato tinto… per me è nuovo! Chissà che invidia le altre ragazze. Spero che Luigi mi noti… è sempre intento a giocare al pallone o ad andare in motorino con i suoi amici. Eppure so che mi guarda: l’ho notato io e pure Ornella. Un giorno me lo sposerò, ne sono certa. Che noia dover obbedire anche oggi che è domenica e  io vorrei solo oziare fino all’ora di pranzo, beatamente accomodata di fronte al fuoco del camino. Chissà che tempo fa da Ernesta. Sicuramente fa più caldo che a Spinadesco, qui fa un freddo becco! C’è proprio aria di neve, come direbbe papà. Eccomi arrivata finalmente, qui in casa non farà caldo, ma almeno sono protetta dalle intemperie. Ora sbrigo due faccende e nel tornare a casa allungo la strada passando dalla piazza, voglio proprio vedere se Luigi è già in giro… non posso semplicemente sera qui a far nulla come vorrei, altrimenti mia mamma se ne accorgerebbe subito. Questo impiccio non riesce tuttavia a spegnere il mio entusiasmo. Mi ritrovo a sorridere nel pensare cosa mi aspetta nel pomeriggio: andrò sul muretto con le altre ragazze a vedere i ragazzi sfrecciare in motorino. Poi se papà sarà tanto buono da darmi qualche lira potrò anche comprarmi degli zuccherini. Ma cos’è questo rumore? Solo urla forse? O risate?

Mi dirigo di corsa alla finestra e la spalanco non badando all’aria gelida che mi investe il viso. Nevicaaaaa! Noto che proprietario della giostrina dei cavalli si sta già organizzando per mettersi al coperto, mentre i bambini e ragazzi urlano per la felicità. Il clima festoso investe tutti: grandi e piccini. La neve porta la magia e quest’anno San Martino pare volerci regalare una sagra davvero speciale. Dalla finestra mi unisco alle grida di gioia. Che sagra meravigliosa sarà!

1993

Appena mamma entra in stanza per tirare le tende e svegliarci salto in piedi come un grillo. Sono sveglia già da tantissimo tempo… oggi è la sagra! Per noi bambini è come se fosse una seconda Santa Lucia: dolcetti, giostre, cioccolato e tanto divertimento! Quest’anno poi sarà speciale. Mamma ha detto che potrò restare a dormire dalla nonna Bigi stasera. E questo vuol dire solo una cosa: tantissimi giochi, risate e un’intera coppetta di crema prima di andare a letto. Ah la famosa crema di nonna… che goduria!

I miei pensieri sono interrotti dal mugugnare di Luca, quel pigrone di mio fratello vorrebbe stare ancora a letto. Ma come può non essere entusiasta per questa giornata? Tra l’altro oggi ha il turno di riposo e può restare a casa con noi, così che papà non deve accompagnarlo lontano per giocare la partita. Oggi sarà davvero una domenica speciale!

Dopo pranzo, con la pancia piena, posso finalmente uscire con la nonna a fare un giro per giostre e bancarelle. Mamma e papà sono restati a casa con degli amici e Luca è uscito con Beppe e Alberto e, ovviamente, non aveva nessuna intenzione di prendersi dietro la sua sorellina. Ma per fortuna la nonna si è resa disponibile di portarmi alle giostre e io non potrei esserne più felice. Con la nonna mi diverto sempre tantissimo: mangiamo dolci a non finire, giochiamo a nascondino e ridiamo tantissimo. Inoltre papà ha acconsentito a ben dieci giri sulla giostra, se poi riesco ad afferrare il codino allungandomi più che posso i giri potrebbero addirittura aumentare. Che pomeriggio meraviglioso mi attende!

2025

Oggi è la sagra. Come da tradizione ho passato la domenica a casa di Delfina. Non ci sono più giostre, bancarelle o divertimenti come c’erano un tempo. Ma il mio cuore è pieno. Abbiamo chiacchierato di chi c’era e di chi ancora c’è, abbiamo riso e abbiamo ricordato. La legna crepitava nella stufa consumata dal fuoco, donando alla stanza un’atmosfera calda e accogliente. Ho condiviso una giornata con le persone che più amo al mondo, mangiando cibi che amo e bevendo a volontà del buon vino. Ho parlato, raccontato, riso e ricordato. Leo correva felice per la stanza scodinzolando e portandoci a turno i suoi giochini per lanciarglieli.

Oggi mi sento in pace, oggi sono felice. Mi sento tanto fortunata per tutto ciò che ho.

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