INTRIGHI A DUBAI presentazione: parte 2
ANGÈLIQUE
Con il ciuffo di capelli rosso violino sollevato sulla fronte, il segno del cuscino impresso sulla guancia, il rimmel un po sbavato, Angèlique apre un occhio per guardare che ore sono, solleva la testa e scatta di colpo: “Le 10:46 è tardissimo!” dice agitata sottovoce per non svegliare George, sdraiato nudo accanto a lei. Sgattaiola fuori dal letto trascinando con sé il lenzuolo di seta bianca tenuto sul seno, si butta sotto la doccia per prepararsi in fretta. Mamma mia che mal di testa, devo aver bevuto troppo ieri sera, pensa guardandosi allo specchio del bagno mentre si sistema il trucco. Ok, ok ce la posso fare, Angèlique stai tranquilla che ce la fai dice autoconvincendosi tra sé e sé. Lega i suoi riccioli scompigliati in un elegante chignon, apre il guardaroba, sceglie un abito rosso a tubino, scollato sulla schiena, infila le sue scarpe preferite con un grande fiore rosso sul cinturino, quattro spruzzi di profumo, afferra la sua pochette nera, la mantella e corre fuori dal lussuoso residence situato nel cuore di Parigi, chiamando un taxi. “Sono terribilmente in ritardo, la prego per favore, faccia presto, prenda qualche scorciatoia” chiede all’autista mentre sale in macchina. “Certo signorina, se solo mi dice dove devo accompagnarla?” le risponde con un sorriso sornione. “Oh ma certo, che sbadata, quando sono agitata non capisco più niente! La settimana della moda a Parigi è un vero caos! Al Grand Palais, grazie!” “Arriveremo in un attimo Signorina!” “Sa, oggi abbiamo un evento speciale, con un ospite a sorpresa, così dicono, ma conosco perfettamente come funzionano queste colazioni di lavoro, una perdita di tempo, invitano i maggiori esponenti della moda internazionale, ma poi è tutto fumo e niente arrosto, come diceva il mio vecchio caro bisnonno italiano! É una noia mortale, spero solo finisca in fretta!” “Sarà come dice lei, ma io la invidio un po’.. Signorina?” “Angèlique, Angèlique Ferrand, sono la prima assistente del noto stilista Aurelièn Dupont, si ! Della grande casa di moda Maison Dupont de Paris, ne ha mai sentito parlare?” “Come no! Ho speso un patrimonio per l’abito da sposa di mia figlia!”.
Come promesso dal simpatico autista in un battibaleno Angèlique si trova alle porte del Grand Palais. Un’ultima sistemata al trucco grazie al suo fidato specchietto da borsetta ed eccola decisa ad azzannare anche questa festa. Eccoci Angèlique.. pronta anche oggi ad entrare in questo sfarzoso mondo di sorrisi e falsità, pensa fra sé.
Angèlique è una donna in carriera sempre pronta ad intraprendere nuove sfide, nota per la sua eleganza e il suo stile impeccabile, sofisticata e professionale nel suo ambiente, ama la vita mondana e non si lascia sfuggire occasioni per divertirsi. É una donna di mondo e non vuole saperne di avere un partner che può limitare la sua libertà, è allergica alla tradizione, ma coglie sempre l’occasione dei cocktail party dell’alta moda per cercare il suo principe azzurro pronta a seguirla nelle sue avventurose esperienze, in fondo è una grande sognatrice. Si accorge, invece, di quanto sia falso il mondo del suo lavoro, fatto di immagine e copertine patinate, gossip e pettegolezzi, conversazioni banali, del quale alla fine si sente prigioniera. Combattuta tra questi pensieri contrastanti afferra più volte i drink mentre si aggira sicura di sé tra gli ospiti. Improvvisamente lo scenario si apre, la folla si accerchia attorno a un ospite speciale, tra i vari personaggi vip spicca un noto influente imprenditore arabo Saeed Al Fahim circondato da una folla di ammiratori e fotografi. Quindi un ospite speciale c’è davvero stavolta… E che ospite! Pensa mentre assapora già questo interessante boccone. Sarebbe un sogno poter lavorare per lui, e non solo… Non mi sfuggirà! Nell’ambiente si vocifera, infatti, che questo enigmatico Sceicco voglia acquistare delle società francesi per ingrandire il proprio impero di moda di lusso mediorientale. Inoltre quell’aurea di mistero che lo avvolge non fa che renderlo ancora più affascinante ed intrigante agli occhi di Angèlique, determinata più che mai a farsi notare. Mentre cerca di trovare il modo e il coraggio di avvicinarsi allo Sceicco, un uomo si avvicina a lei bisbigliandole all’orecchio “è la donna più affascinante presente alla festa” e con aria beffarda aggiunge “Se vuole conoscere lo Sceicco, io posso aiutarla, ma deve venire con me!…” “Ma lei chi è scusi? E come si permette?!” “mi presento, il mio nome è Alessandro. Sono un fotografo e seguo da sempre lo Sceicco Al Fahim nei suoi viaggi. Ho notato il suo esplicito interesse per lui!” “Un paparazzo dunque?” “Si, un paparazzo, mi definisca come preferisce, quindi accetta Angèlique…?” “Come conosce il mio nome?” “Conosco molte cose di lei, ed ha tutta la mia ammirazione, mi segua…”La donna è perplessa ma si fida, Alessandro la conduce in terrazza e le propone di unirsi a lui in un avventuroso viaggio per seguire lo Sceicco nella sua dimora a Dubai, assicurandole che non avrebbe corso alcun rischio se si fosse affidata a lui e avrebbe avuto la certezza di conoscere molto bene lo Sceicco Saeed Al Fahim! “Ho in serbo un grosso affare da proporle al quale non potrà rinunciare!” sottolinea l’uomo. Angèlique è scettica, seguire un uomo mai visto non le pare di certo l’idea più geniale, tuttavia Alessandro le propone una opportunità irripetibile che la conquista! Così la donna, eccitata all’idea di inseguire per la prima volta i propri sogni, accetta la proposta di Alessandro, curiosa di scoprire dove la porterà la sua scelta.
GEORGETTE
Georgette è seduta sul bordo del letto, ai suoi piedi giace un vecchio zaino malconcio. Fissa lo schermo del cellulare, Il dito tremante esita sulla scritta: vuoi procedere con l’acquisto. Ancora pochi passaggi e il biglietto sarà suo, dopodiché la decisione è pressoché compiuta, indietro non si torna -anche perché sta sacrificando i suoi ultimi risparmi per quella follia, e non può permettersi che sia invano.
È la prima volta che agisce così impulsivamente: di solito è razionale, cauta, e anche piuttosto codarda. Ma sente che è arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita, sbloccare livelli successivi di conoscenza di sé e del mondo circostante, lontano dalla vita già appresa, per poter finalmente costruire la sua vera identità. Troppe volte ha sepolto i suoi sentimenti e le sue inquietudini sotto un apparente stato di serenità e pace. Ora il suolo vibra e i detriti sottostanti, accumulati nel tempo, premono per uscire.
Poco prima Georgette era al telefono con sua madre. La solita conversazione: “come stai?”, “bene”, “l’università?”, “bene”, “hai mangiato?”, “si”, “la tua amica Marie?”, “è uscita, rientrerà tra poco”. Le solite domande di circostanza e le solite risposte di rassicurazione. Nella sua famiglia vige questa regola: quando c’è un problema non se ne parla così che scompaia automaticamente. Si chiede che cosa direbbe sua madre se per una volta fosse sincera: se ammettesse che non prova alcun interesse verso gli studi di ingegneria, che spesso si sente frastornata, che tutto attorno a lei perde senso, che non trova il suo posto nel mondo e che ha paura di fallire. Georgette era sul punto di urlare queste cose a sua madre durante la chiamata, di raccontarle il suo proposito di partire, lasciandosi tutto alle spalle: gli studi, la famiglia, gli amici, Parigi. Ha desistito, cedendo all’abitudine di salvare le apparenze. Si è mai accorta sua madre della sua insofferenza? In un certo senso si sente tradita da lei perché non le ha mai dato la possibilità di mostrare la sua fragilità.
Pensa a Marie, la sua coinquilina e compagna di università, e al loro rapporto squilibrato. In più di un’ occasione si è sentita ferita dai suoi atteggiamenti nei suoi confronti: è come se Marie la desse per scontato, tanto Georgette è sempre disponibile e sempre comprensiva, Georgette non si arrabbia mai, Georgette non ha problemi a cui pensare. È consapevole che la colpa in parte sia sua, perché lei stessa si è costruita quell’immagine per proteggersi. Vuole bene a Marie ma ha l’impressione che il sentimento sia univoco ed è stanca di essere messa sempre all’ultimo posto. La conferma definitiva è arrivata qualche sera fa, quando Marie ha spinto Georgette ad uscire con lei, in mancanza di altra compagnia. L’ha trascinata in un locale nel cuore di Parigi e dopo aver consumato due cocktails era già scatenata ed aveva già adocchiato un gruppo di ragazzi. Georgette si divertiva, contro ogni aspettativa, fino a quando non ha scorto Marie lasciare il locale con un tipo appena conosciuto, senza darsi pena di avvisarla. Così a sua volta è uscita e si è incamminata verso il loro appartamento da sola. Lungo il tragitto un uomo losco di mezza età le si è avvicinato. Diceva: “cherie, cosa ci fai in giro da sola a quest’ora, lascia che ti accompagni. Dove vivi?”… “cherie, dammi il tuo numero di cellulare. Io vivo da solo, possiamo vederci qualche volta”, mentre le afferrava il braccio con forza ed un fetore di alcool e tabacco le invadeva i sensi. Georgette eraparalizzata dalla paura. Balbettava: “no, faccio da sola…mi lasci”. Lui insisteva. D’improvviso ha avuto un’intuizione e rivolta alle spalle dell’uomo ha esclamato con simulata enfasi: “Antoine, sei arrivato finalmente!”. Il molestatore, colto alla sprovvista, si è voltato di scatto liberandole il braccio. Georgette ne ha approfittato per fuggire in una corsa scomposta verso casa. Appena oltre la soglia si è lasciata cadere a terra tremante e con gli occhi lucidi di lacrime. Marie non è tornata quella notte, è rientrata la mattina dopo trovando Georgette rannicchiata sul divano, ancora sconvolta. Era euforica ed ha iniziato una descrizione dettagliata della sua avventura notturna mentre si preparava un french toast in cucina. Solo alla fine, guardandola di sbieco, ha chiesto: “tutto apposto?”. Georgette come sempre ha mentito: “si, sono un po’ stanca”. “ah, ok. Riposa allora”. Nei giorni successivi non è uscita di casa.
Georgette sta ancora fissando la scritta sullo schermo del cellulare: vuoi procedere all’acquisto. “Si”, esclama decisa “sono convinta”, e conclude il procedimento. Ora quel biglietto di sola andata per Dubai è suo. Il volo è previsto per quella sera. Deve avviarsi subito se non vuole perderlo. Afferra lo zaino e se lo issa in spalla. Sta per uscire quando si ricorda del diario di suo padre, l’unicamemoria che ha di lui: deve portarlo con sé. Anche perché è stato proprio quel diario a spingerla a scegliere come meta Dubai. Georgette non ha mai conosciuto suo padre perché ha lasciato la famiglia prima che nascesse e sua madre non le ha mai parlato di lui, sempre in linea con la regola vigente in casa. Da piccola, durante le sue ispezioni della cantina, aveva trovato, sepolto sotto un cumulo di cianfrusaglie, un quadernone consunto. Sulla copertina c’era il nome: Thomas. Sapeva che era il nome di suo padre: era l’unica cosa che conosceva di lui. Non aveva detto niente alla madre perché temeva che lo avrebbe fatto sparire. L’aveva divorato in segreto, di notte sotto le lenzuola con una torcia, ed aveva scoperto verità nascoste su Thomas. Da giovane, prima della relazione con sua madre, era stato per un lungo periodo a Dubai e si era innamorato follemente di una persona. Georgette, andando negli emirati, spera anche di apprendere altre informazioni su suo padre, ricostruire la sua storia e magari addirittura trovarlo. Il diario è la sua guida e il suo amuleto.
“Sono pronta, questa è la mia grande occasione”, così dicendo si chiude la porta alle spalle e con essa il suo passato di menzogne.
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