Elogio della mattina
La mattina la amo. Percepisco ogni risveglio come una nuova nascita ed ogni mattina come una nuova infanzia; ogni giornata come una nuova vita. La mattina ti puoi lasciare alle spalle tutte le preoccupazioni e i tormenti precedenti per ricominciare di nuovo in modo migliore possibilmente, ma anche peggiore, non è da escludere, in ogni caso ricominciare e diventare. L’inizio è l’esordio, la parte migliore di ogni esperienza, quando persiste l’entusiasmo, la passione e l’adrenalina per il nuovo, per la scoperta, non senza un briciolo di paura che è vitale, necessaria e stimolante. La mattina è la ricerca del piacere, che altro non è che essa stessa il piacere, come direbbe Leopardi.
Ogni individuo affronta l’inizio, la rinascita, nel suo personale modo. Quando lavoro, la mattina mi piace svegliarmi molto presto, molto prima dell’inizio dell’orario di lavoro. Mi alzo immediatamente al suono della sveglia, sicura, senza esitazione, senza rimandare, senza fastidio. La prima cosa che faccio è la colazione, abbondante. Rigorosamente da sola perché la mattina è per me un fatto privato e intimo. Nel frattempo penso e rifletto perché l’inizio è il tempo adatto per essere idealisti. Fuori c’è ancora buio e le case russano. Mi preparo con calma e in sacro silenzio. Ho tempo da dedicare solo a me senza obblighi né responsabilità. Esco che albeggia. Anche la città si sta svegliando. Ogni individuo può scegliere chi essere, inseguendo la propria idea, il proprio scopo. I proprietari dei negozi alzano le saracinesche dei loro locali. L’aria si riempie di rumori e di odori. C’è l’amaro del caffè, il dolce dei croissant, l’avvolgente e caldo aroma del pane appena sfornato; Il delicato fragore dei passi svelti delle persone che si dirigono al lavoro, il cicalio soave dei loro buongiorno, il tintinnio di oggetti maneggiati che riprendono la loro funzione. Il mellifluo incedere dei bambini e dei ragazzi verso scuola: un’infanzia nell’infanzia del giorno. E gli anziani, insonni la notte, che escono per assaporare di nuovo un’età che non appartiene più loro, con rammarico o con gratitudine, a tratti pure rimproverati da chi va di fretta. Io cammino come ombra e mi carico dell’energia sprigionata dagli altri. Ho l’abitudine, fin dal liceo, di equipararmi, per gioco e per noia, ad un’equazione matematica e quindi di pormi una condizione d’esistenza. In matematica si chiamano ‘condizioni di esistenza’ quelle determinate condizioni che una funzione deve soddisfare affinché non perda significato nell’insieme dei numeri reali, e per verificarle bisogna porre il denominatore diverso da zero. Anch’io devo fare in modo di non annullarmi nell’ insieme degli esseri umani e perciò mi raffronto agli altri, la mattina quando tutto è calmo. Così divento parte di tutto e prendo forma. Dopodiché mi dirigo al lavoro e perseguo il mio contributo alla vita.
Quando è estate e passo le vacanze al mare la mattina è ancora migliore. Ogni giorno posso creare un’esistenza diversa perché davanti a me la giornata si estende vasta e libera, senza impegni o orari da rispettare. Mi piace iniziare andando a correre all’alba.Tutto è più rilassato. I suoni e gli odori sono diversi da quelli della città. C’è il profumo salmastro del mare, il rumore delle onde che si infrangono sulla spiaggia e gli strilli dei gabbiani che si posano sulle banchine. È il mare che rende tutto superiore, che aggiunge alla mattina una sensazione maggiore di libertà, di immensità e anche di speranza. Corro sul lungomare e mi riempio di tutte queste emozioni e veramente mi sento come se potessi fare qualsiasi cosa.
Proprio una mattina al mare dopo la corsa mi sono fermata in spiaggia e guardando l’infinita massa d’acqua ho acquisito nuove consapevolezze. Ho riflettuto sulla relatività del tempo: su come esso si restringa quando le giornate sono tutte uguali e come invece si dilati quando si fanno cose nuove e diverse. Nella monotonia del lavoro e della routine giornaliera un anno si trasforma in un soffio, e tanti anni passano senza accorgersene. Nelle nuove esperienze pochi giorni si allungano e ti arricchiscono quanto o più di un anno di lavoro, dando la parvenza di una vita immortale. Per vivere una vita più lunga e piena non vale forse la pena cambiare spesso e provare cose nuove? Non è preferibile ogni mattina scegliere di essere qualcuno di diverso, mollando le abitudini? Così da vivere non una sola vita ma ogni giorno una vita diversa, illudendosi di essere eterni come il mare. Forse il cambiamento è il segreto di una vita duratura?
Ecco le riflessioni che mi suscita la mattina e che spalancano davanti a me una vastità di strade possibili. La mattina la amo perché è il momento migliore per la rivoluzione.
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