La Fucina Delle Storie – Innaturale

Tre persone, (una delle quali potresti essere tu) di tre età diverse che guardano cose che non dovrebbero guardare. 

 

ALBERTO – 8 Anni

Ecco mamma che urla. Di nuovo. Cosa sarà successo stavolta? Forse papà vuole uscire anche stasera con i suoi amici? Mamma continua a sgridarlo perché non c’è mai. Perché non gioca mai con me. Ma a me non pesa. Io sto bene anche a giocare da solo con i miei robot. Ecco, ora cerco di concentrarmi sui miei giochi. Non voglio più sentirli litigare. Ma le voci si alzano sempre di più. Non riesco a non sentirli. Premo forte le mani sulle orecchie. Canto dentro di me la canzoncina dei colori che mi ha insegnato nonna. Perché mamma e papà litigano sempre? È forse colpa mia? Starò facendo qualcosa di sbagliato che li fa arrabbiare o li rende tristi? Io voglio essere un bravo bambino. Un boato mi fa sussultare. Mamma ha tirato un piatto a papà. È arrabbiatissima. E papà urla e sbraita, scuote la mamma per le braccia. Ho paura. Vorrei fare qualcosa ma non so cosa. Ho paura di sbagliare. Ho paura che se mi muovo di qui si accorgeranno di me. Potrei solo peggiorare le cose. Mamma da uno schiaffo a papà. È fortissimo. Lui la sta fissando. Non sembra guardarla come il papà di Matteo guarda la sua mamma. Li ho osservati mentre ero a casa loro a dormire l’altra sera. Sembravano.. contenti. La mia mamma e il mio papà non sembrano mai contenti. Ecco che papà sbatte la porta e se ne va. E mamma si accascia per terra. Sta piangendo. Vorrei andare ad abbracciarla. Ma ho paura di sbagliare. Continuerò a giocare con i miei robot. Il mio cuore batte forte. Ma almeno ora c’è silenzio.

 

GIADA – 36 Anni

“Signorina le sue credenziali sono ottime. Inoltre noto che ha già maturato esperienza nel ruolo che andrebbe a ricoprire presso i nostri uffici”

“La ringrazio. Si ho lavorato per 7 anni come responsabile vendite. Conosco bene il lavoro.”

“Sono piacevolmente colpito dal suo curriculum. Noto tuttavia che ha interrotto i suoi rapporti lavorativi con la precedente azienda di cui era dipendente ormai 3 anni fa. Come mai?”

“Perché io e mio marito abbiamo deciso di avere un bambino.”

“È sposata dunque?”

“Si. Felicemente, da quasi 6 anni.”

“Perché, se posso chiedere, non è rientrata a lavoro dopo il congedo di maternità?”

“Mio figlio è nato con una malformazione cardiaca. È stato operato quando aveva solo pochi giorni di vita. Per me era necessario prolungare il congedo per stare con lui. Purtroppo il mio precedente datore di lavoro non ha apprezzato la mia richiesta”

“Capisco. E ora suo figlio sta bene?”

“Si, Filippo è in perfetta salute. La ringrazio.”

“Non per risultare indiscreto. Lei e suo marito avete intenzione di avere altri figli?”

“Sarò sincera: non lo escludiamo”

“Capisco. La ringrazio per il suo tempo. Le faremo sapere”

“Non avete intenzione di ricontattarmi perché ho un bambino piccolo e non escludo di restare di nuovo incinta giusto?”

“I candidati per questa posizione sono numerosi. Come le ho detto, le faremo sapere”

 

LUCIANO – 67 Anni

È innaturale. Semplicemente non è giusto. Non è umano. Non è corretto. Vederti andare via prima dei me è .. straziante. Nessun genitore, nessun essere umano, dovrebbe mai vedere il proprio figlio andarsene prima di sé. Non trovo le parole per descrivere il dolore che provo, figlio mio. Ti giuro che se potessi ti darei la mia vita. Farei cambio senza pensarci un secondo di troppo. Vorrei essere io coricato inerme in questo letto mentre tu continui a vivere. Quando mi hai salutato l’altra sera ho avuto da subito un terribile presentimento. Sentivo che qualcosa di orribile sarebbe successo. Avrei dovuto proteggerti. Non dovevo mettere a tacere quelle sensazioni. Quando poi ho sentito squillare il telefono ho capito. Prima di rispondere ho saputo che qualcosa era accaduto. Un genitore certe cose le sa, le sente sottopelle. Vorrei dirti che capirai un giorno quando avrai figli.. ma il destino ti ha tolto questa possibilità. Non doveva andare così. Dovevi essere tu ad organizzare il mio funerale, non io il tuo. E ora cosa mi resta? Chi sono io senza te? Non c’è più senso in questa vita se tu non mi sei accanto. Nel silenzio più assoluto resta solo un pensiero, muto, senza parole. Un grido interiore che nessuno può udire davvero.

 

Margherita

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