La Fucina Delle Storie – Alfredo

Eccoci al primo capitolo della mia nuova rubrica: La Fucina Delle Storie

L’indicazione che mi ha regalato il libro 642 Idee Per Scrivere è questa: Scrivi le indicazioni di regia per un attore, architettandole in modo da offenderlo/a personalmente dall’inizio alla fine.

Mi sono applicata ed.. ecco cosa ne è uscito!

Scena: un uomo è in un bar e scorge una donna bellissima. Ne resta folgorato e decide di avvicinarsi a lei per presentarsi e fare conoscenza.

Personaggio: Alfredo

Obiettivo: convincere la donna a farsi offrire da bere.

Inizialmente sei malamente seduto su uno sgabello al bancone del bar. Le tue gambe lunghe e storte da fenicottero che ciondolano senza ritmo. Stai bevendo l’ennesima birra (non hai il palato per del buon vino o anche solo per del whisky di qualità passabile). Ti guardi intorno come un rospo in cerca di una mosca da catturare con la lingua. Strabuzzi quei tuoi occhi da carpa e allunghi ancor di più il tuo collo da giraffa quando noti Marika, una donna affascinante e magnetica sedersi al bancone poco distante da te. Inizi a sudare copiosamente, come un muratore impegnato in un cantiere in un mezzogiorno d’agosto. Decidi, con un’intuizione degna del tuo acume, di avvicinarti a lei per presentarti. Così ti alzi dal tuo sgabello e con la tua tipica andatura storta e dinoccolata ti dirigi verso di lei. Allunghi quel collo smisuratamente lungo per vedere cosa stia bevendo. Una volta appurato che è un superalcolico (non hai l’acume per capire di cosa si tratti esattamente) decidi di proporti per offrirle un secondo giro. Come tuo solito l’ansia e l’insicurezza la fanno da padrone portandoti a balbettare. Non solo: la tua zeppola – ancora non capisco come possano averti preso per un ruolo teatrale – ti porta a sputacchiarle in faccia. Marika è chiaramente infastidita dalla sola tua presenza a questo mondo e ovviamente rifiuta la tua offerta. Tu, come una triglia, resti intontito a guardarla non capacitandoti di come possa aver detto di no a un cotanto pezzo d’uomo. Provi a convincerla toccandole il braccio con quelle tue mani sudaticce e in tutta risposta ricevi uno schiaffo su quegli artigli. Tenti di avvicinarti posando il gomito sul bancone accanto a lei ma nel farlo con la tua innata goffaggine fai crollare il bicchiere addosso alla donna. Quando lei ti fulmina con lo sguardo tu tenti di recuperare afferrando malamente dei fazzoletti per tentare di asciugare il disastro che hai combinato. Nel farlo tuttavia la tocchi in posti che un gentiluomo non dovrebbe neanche osservare tradendo la tua vera natura: sei un maniaco. La donna, stizzita, se ne va lasciandoti solo con i fazzolettini bagnati tra le mani, la bocca aperta e lo sguardo da ebete. Finalmente sembri chi sei davvero: uno sfigato.

 

Che ne pensate?

Aspetto con ansia i vostri commenti e, perché no, i vostri racconti!

 

Margherita

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