AMORE O PASSIONE
Una vita ordinaria, scandita da impegni ordinari, con una famiglia ordinaria, non era mai accaduto nulla in questa routine che potesse indurre l’uomo e sua moglie a farsi domande o a riflettere sulla loro felicità. Lorenzo era felice, gli piaceva la monotonia del suo quotidiano, lo aveva messo in una bolla nella quale si sentiva al sicuro. Quando tornava dal lavoro, era un avvocato che esercitava a Roma nell’anonimato più assoluto, trovava il pranzo pronto, preparato dalla moglie Caterina, casalinga, la quale soddisfatta e appagata dal benessere nel quale il marito la faceva vivere, non intralciava in alcun modo l’iter quotidiano di Lorenzo, anzi spesso lo spingeva a crearsi degli hobby che lo potessero intrattenere al di fuori della famiglia, sempre in nome di quella felicità che entrambi erano convinti di condividere.
Non avere figli per la coppia, condizione inizialmente subita come conseguenza dell’età avanzata nella quale avevano deciso di averne, divenne successivamente risorsa di libertà, grazie alla quale potevano fare programmi senza alcun vincolo. Lorenzo aderì alla proposta di amici di fare un viaggio in Kenya con le rispettive mogli per festeggiare l’ultimo dell’anno in modo diverso dal solito.
Il Resort, il tepore del sole nella magia di colori che solo il continente nero può regalare, la sabbia chiara, le risate con amici di una vita, tutto perfetto per una vacanza perfetta. Il mare, invitante nella sua trasparenza era spesso quadro di effusioni fra Lorenzo e la moglie, che insolitamente, aveva manifestazioni d’affetto fuori dall’ordinario. Spesso dinegavano appuntamenti con il gruppo per potersi godere momenti di intimità che non avevano da tempo.
Lorenzo guardava sua moglie come se la vedesse per la prima volta, l’accarezzava, muovendo le sue mani sul corpo di lei come se fosse velluto morbido e setoso; la moglie, abbandonata a quell’ardore che solo un incontro clandestino fra due amanti può suscitare, aveva provato il piacere disinibito della libertà , muovendosi con Lorenzo come in una danza dove i corpi non hanno confini e la passione è l’unica melodia che li travolge. Poi il silenzio della gioia, della vergogna di due persone che si conoscono per la prima volta, un silenzio timido e coinvolgente che racchiude in sé l’ironia e al tempo stesso la paura di perdere l’ardore trovato.
Non c’era momento in cui Lorenzo e Caterina non si emozionassero solo nello sfiorarsi le mani, sotto lo sguardo divertito degli amici che non erano riusciti a cogliere la magia che il posto aveva fatto ai due. I giorni passavano veloci fino alla sera prima della partenza, attimo in cui Lorenzo nell’abbracciare sua moglie, la vide piangere; non era il dispiacere di lasciare un posto meraviglioso , non era la fine di una bellissima vacanza, era angoscia all’idea di perdere un sentimento che li aveva lasciati senza fiato e del quale non avevano consapevolezza. La paura di tornare alla realtà del quotidiano, e perdere nuovamente la passione o l’amore, la spontaneità di amarsi senza riserve, continuando a guardarsi ancora come fosse la prima volta.
Antonella
Anche questa volta letto d’un fiato . Vero, quotidiano e rintracciabile nella vita di tanti. Una scrittura immediata che ti fa sentire protagonista