Sally e le strane coincidenze – parte 2
Sally è fuori di sè dopo la scoperta del libricino scritto a mano che pare proprio parlare di lei. il titolo “inutile nascondersi ” e lo pseudonimo Satos dell’autore le tormentano il cervello! Decide così di reagire cercando un po’ di svago. Si prepara per uscire con Gina, l’amica fidata, a qualcuno deve assolutamente parlarne! Si veste elegante, sebbene non sia nel suo stile, si trucca gli occhi, ma regolarmente la linea nera sbava, si innervosisce e in lacrime lancia la matita per gli occhi nel lavandino, si strofina le palpebre, ritrovandosi con il trucco completamente impiastricciato di nero. Si scoraggia e si accorge che non ce la fa ad uscire, si sente al sicuro nella propria casa. Nel mentre suonano al citofono, risponde “mi dispiace Gina non ce la faccio, sali che ti spiego!” Apre la porta e corre a sciacquarsi gli occhi poi alza lo sguardo per asciugarsi il viso, libero dai suoi capelli neri, finalmente senza bisogno di nascondersi da se stessa, mentre sospira, vede sopraggiungere dallo specchio la figura di una persona che non è Gina, sobbalzando, si gira di scatto e pronuncia “ lei? Come mai è qui?”
“Mi scusi, non volevo spaventarla, ma ho trovato aperto e mi sono permesso di…” “ah si, che sbadata, credevo fosse la mia amica” lo interrompe riportandosi impacciata i capelli sul viso, “ma mi dica, perché è passato?” “Mi sono preoccupato, l’ho vista fuori di sé oggi in ufficio, agitata, assente e non è da lei!”. Sally entra in un forte disagio, arrossisce, abbassa gli occhi, non sa dove guardare, comincia a sudare, pensa mi ha beccato, e ora? “Si accomodi Direttore” “Grazie, la conosco da troppi anni Sally per non capire che qualcosa la sta turbando, ed è sicuramente una questione di lavoro.” “Ha ragione Direttore, sono davvero molto turbata”. “Mi chiami Jonathan, la prego. Ho notato questo suo stato di confusione soprattutto in seguito alla richiesta di Don Gabriele”. Sally scoppia in lacrime “proprio così Jonathan, non ne vengo a capo!” E’ talmente allarmata che butta fuori tutte le sue perplessità, raccontandogli per filo e per segno quanto accaduto. Trovando nel suo direttore un appoggio morale non indifferente, si apre completamente. “Capisce Jonathan? Come si spiega tutto ciò secondo lei? Può aiutarmi? Quel fascicolo come può essermi sfuggito? Chi può averlo preso? E quel racconto? Chi lo ha scritto? Cosa si nasconde in quelle pagine? Sembra un mistero!” Jonathan completamente stranito, prende la mano di Sally e dopo pochi attimi di silenzio aggiunge “Coraggio, questa vicenda riguarda anche me, ne verremo a capo insieme!” I due si alleano, decidono di tornare alla chiesetta per ritrovare la documentazione che Sally aveva lasciato cadere, ma non ne trovano più traccia. Nell’oscurità dei sotterranei vedono in lontananza come un bagliore di candele, seguono quel sentiero di luce che li porta all’ingresso di una cripta nascosta. “Guardi Sally lo aveva visto prima?” “No, mai!” Attoniti, si trovano davanti un piccolo altare contornato di fiaccole contenente una reliquia e sotto un sepolcro con una epigrafe incisa nelle mura “ nullum punctum in latebras”. Jonathan prosegue a leggere a voce alta la scritta “requiescat in pace Yama Satoshi… sembra un nome giapponese… e se non vado errato nullum punctum in latebras può significare…” Sally termina la frase.. “Inutile nascondersi!!… Mi tremano le gambe Jonathan! Ti prego andiamo via, ho paura!” “Vieni qui, stai tranquilla, sono davvero delle strane e assurde coincidenze… non trovo alcun nesso con la ricerca di don Gabriele, ma direi di andare più a fondo, non credi?” Nonostante Sally si sentisse tremare e sudare freddo, annuisce e il suo occhio attento cade ancora una volta sul tavolino e la torcia, stavolta situati in un angolo della cripta! “O mio Dio, Jonathan! Le piantine della Chiesa! Osserva bene… c’è un punto cerchiato di rosso!” riferisce prendendo le carte tra le sue mani “è esattamente dove siamo noi!”. Ripone i documenti, toglie i suoi occhiali e comincia a pulirli a testa bassa, con il battito accelerato. Nota alla base del grande candelabro alcune mattonelle sollevate dondolanti. Riprende i fogli e si accorge di un simbolo sulla mappa che evidenzia un nascondiglio! Si abbassa in ginocchio verso quelle mattonelle urla con tono deciso “Aiutami Jonathan, deve esserci qualcosa qui sotto!” I due spostano i mattoni, chinati sul pavimento, raschiano con le mani il terriccio e infilandole in profondità entrambi afferrano qualcosa, “è pesante” dice Jonathan “aspetta deve esserci una pala” aggiunge Sally che fa per alzarsi, con i capelli appiccicati al viso, tossendo per la polvere. Presa dalla fretta, vede solo all’ultimo istante due piedi davanti ai suoi occhi e la punta della pala in mezzo a codesti appoggiata per terra! Alza la testa e sussulta urlando tra i colpi di tosse “Don Gabriele!!”…..
To be continued…
Fine seconda parte!
A giovedì prossimo con il finale del racconto!!
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