LA FINESTRA
Affacciata alla finestra vedi il mondo scorrere intorno a te; spettatore, aspetti che davanti agli occhi si prospettino i vari scenari di cui tu, ritieni, non sarai mai parte. Osservi la vita degli altri pensando che qualsiasi cosa accada non ti appartiene, la potrai solo commentare assolvendo o condannando il protagonista del tuo film quotidiano, per poi ritornare alla tua realtà, fatta di altre situazioni che qualcun altro scruta allo stesso modo.
Un giorno qualunque, la tua routine viene spezzata da un evento, lo stesso che avevi guardato alla finestra perché appartenente ad altri, ti ritrovi smarrito, sgomento di come una situazione come quella che stai vivendo abbia toccato proprio te.
Cominci ad interfacciarti con la vita, imprecando di come è stata ingiusta con te, come di tanto mondo abbia colpito proprio te; se hai fede riversi sul tuo Dio la responsabilità dell’accaduto, di come sia stato impietoso, di come inappropriato sia parlare di giustizia divina, perché Dio è stato ingiusto proprio con te. La solitudine, il senso di abbandono ti vedono alla deriva ad affrontare una difficoltà. Vorresti tornare alla finestra, e continuare a prendere visione solo della disperazione altrui, e invece sei con lo sguardo puntato su di te a commiserarti perché trovi ingiusto e cattivo ciò che su altri era semplicemente compassionevole.
Passato il momento dell’oblio che la vita offre sempre con grande generosità all’uomo, torni alla finestra, riprendi a perscrutare con animo più freddo, distaccato, non hai dimenticato che sei stato protagonista anche tu sul palcoscenico ineluttabile della tua esistenza, dove altri ti hanno guardato a volte con indifferenza, con pietà, ma anche con invidia, pensando a te come tu ad altri, depositari di una fortuna che altro non è che l’alternanza ritmica degli accadimenti di vita per ognuno di noi.
Rassegnata all’idea che da quella visuale sterile, qualcosa possa infiammare l’animo, e accendere una felicità rara e talvolta irraggiungibile, la vita regala il sorriso che sembrava appartenere solo a pochi, ma tra quei pochi oggi ci sei anche tu.
Come un respiro libero da costrizioni, apri i polmoni a quella felicità inaspettata che sembrava essere prerogativa solo di taluni, oggi è solo tua, tua e di chi insieme a te sperava di potere vedere dalla finestra luce. Una luminosità che abbaglia, ma dalla quale non vuoi proteggere i tuoi occhi per timore che riaprendoli possa non esserci più. Questo il vero miracolo, Dio lo fa dentro di te, non facendoti perdere mai la speranza, la vita te lo offre estemporaneamente, quando meno te lo aspetti, e compensa dolore e sofferenza.
Da quella finestra dalla quale speravo vedere passare la felicità, è entrata la gioia dalla quale mi lascio avvolgere, non più per non farla andare via, ma per goderne fin tanto che c’è.
Come un bel sogno che sai che non può durare per sempre, ma ora è lì per te, per darti ciò di cui hai bisogno, e ti sorprendi della piacevolezza che arreca al tuo quotidiano, dove ogni azione è più leggera. Avidamente trattieni, trattieni più che puoi , è l’oggi che non ha passato e non ha futuro, è la vita che toglie e dona in un avvicendarsi continuo di eventi, dove non ti è dato scegliere ma cogliere.
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