CAP. 13 – SCOPERTE IMPORTANTI
Angelique e Georgette coalizzate nell’intento di portare alla luce il mistero legato al padre di Georgette, introdottesi negli appartamenti di Saeed e approfittando della sua assenza, cominciano a curiosare senza successo, finché Angelique, spazientita alza un braccio in modo maldestro facendo cadere il lume di limoges posto sulla scrivania dello sceicco. Con un balzo atletico Georgette lo prende al volo prima che tocchi terra sfracellandosi in mille pezzi, osservando sulla base dello stesso una sorta di cilindro che a causa dell’impatto con le mani era uscito dalla sua sede. Le due donne incuriosite provano ad estrarlo e nell’aprirlo trovano una lettera. Angelique, trovatasi inaspettatamente immersa in un intrigo che ridà colore al grigiore inquietante della giornata legato alla tempesta di sabbia che si era abbattuta su Dubai, incalza per potere leggere il contenuto della lettera.
“Carissimo Saeed, la mia sparizione ha una spiegazione, non è facile per me doverti rendere edotto di quanto accaduto in questo lungo tempo in cui siamo stati separati. La mia vita non poteva cambiare così drasticamente, sarebbe stato troppo non solo per la mia famiglia, ma anche per me. I nostri mondi avevano in comune solo il nostro amore, che oltretutto non potevamo neanche vivere liberamente, ma troppi gli ostacoli da affrontare. Ho avuto paura, si paura anche di te, di come avresti reagito a tutti i no che avrei dovuto mettere tra noi, anche il mio non volermi convertire all’Islam. Non ci sarebbe mai stato lì un posto per noi, né in Europa, che sebbene più emancipata, la società ci avrebbe rigettato come reietti. Ho avuto una relazione, non era nei programmi, né nella mia indole e tantomeno il mio cuore non era affatto pronto ad un cambiamento dopo di te, ma la vita mi ha regalato il dono più grande che potessi desiderare, una figlia. Ho una figlia e questo ha cambiato completamente la mia visione della vita e delle mie responsabilità. Sei e sarai sempre nel mio cuore, ma devo a questa figlia una vita dignitosa, e non voglio coprirla di fango obbligandola ad accettare l’inaccettabile. Perdonami “ JK
Angelique indispettita dalla inaspettata consapevolezza che Saeed avesse avuto un amore importante, di contro gioisce all’idea di avere campo libero e felice di potere utilizzare la sua virtù di ammaliatrice, prende Georgette per un braccio per portarla fuori dagli appartamenti dello sceicco e andarlo a cercare. La giovane Georgette passivamente si fa trasportare ma, rimasta turbata dalla lettura della missiva e soprattutto dalla sigla con la quale è firmata, vorrebbe allontanarsi da Angelique con una scusa, ma la donna in preda all’euforia la invita a seguirla nei saloni dov’è certa di trovare Saeed a fare il padrone di casa.
Marguerite, nel frattempo, è alle prese con l’incidente avvenuto durante l’inseguimento di Fatima, e con l’inaspettata sorpresa nel portabagagli di Jalif, il giovane protetto dello sceicco nei riguardi del quale nutre un inaspettato trasporto materno. Entrambi aspettano l’arrivo delle guardie del corpo di Saeed per essere soccorsi e portati nel più vicino ospedale. Marguerite, esterrefatta dalla notizia che Jalif in realtà è il nipote dello sceicco, comincia a chiedersi il perché di tanti misteri.
La struttura preposta ad accogliere i due feriti è la Clinica psichiatrica dove tempo prima Marguerite aveva visto entrare Fatima, la donna misteriosa, dal profumo inebriante ritrovata poi casualmente tra il personale della servitù di Saeed. Quante coincidenze ruotano intorno a questo uomo potente, molte delle quali sembrano essere un richiamo alla memoria di Marguerite che ha ricordi frammentati di un passato che non vuole tornare a galla.
La donna viene messa su una lettiga e reidratata con una flebo che contiene anche un ansiolitico. Poco prima che questo faccia effetto, nel trasporto dall’infermeria alla stanza, Marguerite vede Fatima che entra in una camera, vorrebbe tirarsi su per chiamarla, ma il farmaco la fa sprofondare in un sonno profondo.
Jalif intanto viene medicato e gli viene ingessato il braccio, dopodiché chiede il numero di una stanza per potere andare a fare visita all’uomo dal quale Fatima lo aveva spesso portato e che lui considerava alla stregua di un parente. Entrato trova Fatima che sta raccontando quanto accaduto a palazzo e dell’imperversare della tempesta di sabbia che sta creando numerose difficoltà anche agli ospiti dello sceicco.
Mentre le trame di questa fitta ragnatela cominciano a trovare connessioni tra loro, Claudine congedata da Saeed alla spicciola, lasciando la donna titubante sullo scarso interesse legato alla vendita della Protec, il pensiero va alla figlia Charlotte che teme possa essersi introdotta subdolamente e a suo danno nella trattativa dell’impresa familiare.
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