FACCIA A FACCIA CON LA MIA PAURA

 

 

Lo specchio appeso nella camera da letto di mia nonna aveva sempre avuto un nonsoché di inquietante. La cornice scura, le ferite dell’usura che come una ragnatela, disegnavano motivi astratti, una crepa che dal basso lo percorreva tutto fino al capo opposto dividendolo simmetricamente a metà, lo avevo sempre evitato. Dopo la morte della nonna, mi sono sempre imposta di liberarmene e invece lo specchio è ancora lì. La mia immagine riflessa divisa in due parti, non uguali, la metà speculare vecchia, rugosa, accigliata, il viso segnato da solchi di un vissuto doloroso. L’altra parte, nonostante la giovane età, è come se conoscesse il perché di tutta quella sofferenza espressa nel volto.  Scappo via con l’angoscia che pervade tutto il mio corpo, decido che lo specchio deve essere subito portato via.

La notte faccio un sogno nel quale mi vedo percorrere un tunnel dove una luce fioca illumina il mio dolore, le mie lacrime scorrono come un fiume dal quale vengo travolta; ogni boccata di aria il mio viso perde turgore, i capelli si diradano, le mani con le quali cerco appiglio avvizzite e doloranti, non hanno più forza. Mi sveglio spaventata, corro in bagno, mi guardo allo specchio, un respiro di sollievo mi dà consapevolezza che sono ancora io. I pensieri corrono e paure ataviche affiorano nella mente nel ripensare al mio sogno. Mi coglie un malumore che cerco di placare con ciò che più mi piace, vado nel centro estetico a fare un massaggio. Mi spoglio come di norma, ma quando entra l’estetista, mi copro con una vergogna inaspettata. Durante il trattamento mi riappare la mia immagine, vecchia e sofferente. Una lacrima scende sul viso e decido di interrompere il massaggio. Rimango sola in cabina, mi guardo allo specchio, questo sembra dividersi a metà e rivedo ciò che mi fa più male, io vecchia con rughe di sofferenza di un trascorso pesante, di una vita che fino a quel momento non sembra essere la mia.

Cammino per strada, mi sento un fantasma, non lo sono mai stata. Comincio ad esagerare, trucco, vestiti, appuntamenti, il desiderio di sentirmi giovane, il volere annientare nella mente quelle immagini di me che mi vedono appesantita non solo dall’età ma dalla vita. Maledetto specchio, più schietto che mai rivelatore di verità che dimorano dentro di me creando paure e angosce. Mi reco in un ufficio, nella sala d’aspetto non c’è posto a sedere, mi cedono la sedia, mi lusinga. Nel tornare a casa, decido di andare presso l’abitazione di mia nonna, vado davanti allo specchio, la stessa immagine. Questa dualità mi confonde, perché solo ora mi turba così.

Apro l’armadio, trovo abiti che rievocano ricordi lontani, ne indosso uno, è perfetto al punto da sembrare mio. Se non fosse per l’attaccamento che nutro nei riguardi di tutto quanto si trova in questa casa, avrei già regalato tutto. Non l’ho fatto. Mi accomodo su una poltrona della camera da letto, proprio come fossi a casa mia, socchiudo gli occhi e finalmente mi rivedo come sono, e non come diventerò. Provo tenerezza per quella donna inconsapevole che sono che non ha idea di quella che sarà la sua vecchiaia. Riapro gli occhi, fuori è buio, mi sono addormentata, vado in cucina, preparo da mangiare una minestrina, accendo la televisione, è tutto così familiare. La mia immagine si riflette nello schermo ancora spento della Tv, il volto di una donna con la sua lunga storia che si legge tra le rughe del viso, negli occhi spenti di chi ha già vissuto e che porta con sé gioie e dolori di una vita lunga.

 

 

 

0
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

22 destinations Scopri di più
SEGUICI SUI SOCIAL