Due Identità – Parte Uno
Ma come si fa a ridursi così.. pensa Orietta mentre si agghinda davanti allo specchio. Sta mettendo gli orecchini d’oro bianco che quel vecchio bavoso di Alfio le ha regalato un paio di mesi prima in occasione del suo compleanno. Come prima reazione ha pensato di venderli per farci qualche soldo, tanto più che finalmente era stata assunta a tempo indeterminato finalmente. Forse è arrivato il momento di sistemarsi e mettere la testa a posto pensa. Lo deve ai suoi figli.
Orietta avverte forte dentro sé la sensazione che la sua vita non sia altro che un circo. Ogni volta che qualcosa pare sistemarsi.. ecco che la sé stessa più irresponsabile esce allo scoperto e le ruba tutto. Come questa volta. Tutto sembrava incastrarsi al posto giusto finalmente.. e invece proprio oggi è stata licenziata. Per qualche ora di ritardo qua e là e un weekend mancato al lavoro senza avvisare. Mi sembra così folle essere licenziata per questo. E per colpa di quella strega stasera mi tocca vedere il vecchio.. riflette con rabbia. Orietta sente che due donne coesistono dentro di sé: una buona, dolce, sensibile, responsabile. L’altra pazza, avventurosa, incosciente delle conseguenze delle proprie azioni.
I suoi genitori non navigavano nell’oro e per potersi permettere qualche sfizio Orietta ha dovuto iniziare a lavorare molto giovane. A soli 15 anni ha già un posto fisso come barista/cassiera presso il distributore di benzina del suo paesello. Qui ha conosciuto Aldo. Era bellissimo: moro, alto, imponente. Un uomo fatto e finito. Altro che i ragazzini della sua età. Lei sognava indipendenza. Pur di ottenerla ha flirtato con quel giovane uomo finché lui non le ha proposto un giro sulla sua moto. Lei ha accettato senza pensarci due volte.. quando mai le sarebbe ricapitata un’occasione simile? E così era sfrecciata via avvinghiata alla sua schiena possente, dimenticandosi del suo lavoro che ha lasciato incustodito senza avvisare nessuno. Tanto per una mezz’oretta nessuno se ne sarebbe accorto.. e invece la mezz’ora è diventata un’ora e poi una notte intera. È rientrata a casa la mattina seguente, scompigliata e sudata, con le scarpe in mano. Ha passato la notte ad amare Aldo. È stato così intenso, così passionale, così profondo. Si è sentita presa come una donna. Lei non era vergine. Già aveva avuto esperienze con dei coetanei, ma nulla in confronto a ciò che aveva provato quella notte. Quella notte Orietta aveva scoperto il sesso. Il sesso sporco, intenso, languido. Il sesso che per lei sarebbe diventato una vera e propria dipendenza.
A causa della sua negligenza è stata licenziata dal distributore di benzina. Così ha deciso di lasciare casa e di seguire Aldo a Milano. Pochi mesi dopo era incinta. Del resto sarebbe stato impossibile non restare gravida con i ritmi che avevano lei e Aldo.
Dopo la nascita di Gabriele però tutto era cambiato. Aldo era diventato noioso, sempre stanco dal lavoro. Non la portava più fuori in moto ne tantomeno la prendeva violentemente come un tempo. Le mancava il sesso che l’aveva conquistata. A soli 18 anni ha lasciato sia Aldo che Gabriele ed è tornata a casa. Aldo non le avrebbe mai lasciato il bambino.. e sinceramente a lei importava poco. Era troppo giovane per far si che la sua vita finisse nella routine e nella maternità.
Una volta tornata al paesello ha conosciuto Roberto. Era uno di quei ragazzetti che aveva frequentato quando era solo un’adolescente. Ora era diventato un uomo. Dopo sei mesi si sono sposati e sono andati a vivere nella cascina di lui, che condivideva con i genitori. Per qualche anno sono stati felici. È nata Sara e tutto sembrava andare a gonfie vele. Orietta aveva anche trovato un lavoro stabile. Ma un giorno è successo l’irreparabile: la donna ha cominciato a stufarsi. La sé stessa insoddisfatta è uscita in tutta la sua potenza. Un giorno Walter, suo suocero, l’ha toccata mentre entrambi erano nel pollaio. Un tocco deciso, intenso, sporco. Orietta, invece che indignarsi, si è eccitata. Ha ricordato la sé stessa adolescente, stesa in un campo mentre Aldo sopra di lei le faceva scoprire quello che era il piacere. Così, senza pensare, si era girata e inginocchiata di fronte a suo suocero. Era un uomo ancora giovane e possente dopotutto. Gli aveva aperto i pantaloni e si era impegnata a dargli piacere mettendo in campo tutte le qualità che Aldo le ha insegnato. Ha assaporato gli umori di Walter e, senza dire una parola, era tornata a casa. Sapeva che quello era l’inizio di un’altra fine. I suoi incontri clandestini con il suocero si sono fatti più frequenti e più intensi. Avevano fin troppe occasioni di vedersi del resto.. Roberto era nei campi a lavorare da mattina a sera e la moglie di Walter era invalida, costretta su una sedia a rotelle. Uno o due orgasmi parevano ad Orietta il minimo in cambio dell’occuparsi della donna.. pulizia integrale compresa. Orietta si sentiva sporca ma allo stesso tempo non riusciva a smettere. Un giorno di Dicembre, tuttavia, è successo l’irrimediabile. Roberto era tornato prima e li aveva scoperti nella stalla. Orietta era a cavalcioni di Walter che urlava come una gatta in calore. Roberto non aveva proferito parola. Era uscito lasciando la porta aperta alle sue spalle. Quella sera non è tornato. Orietta credeva fosse andato nei suoi amati campi a pensare e a sfogare la rabbia, era certa che una volta a casa l’avrebbe convinto della sua buona fede. Loro si amavano del resto, con Walter era solo sesso, nulla di più. Tuttavia Roberto non è tornato. L’ha trovato Sara il giorno dopo nella stalla. Accasciato nel punto in cui ha visto il consumarsi del doppio tradimento di sua moglie e di suo padre. Aveva un buco in testa e la pistola ancora in mano.
Dopo il funerale Orietta è stata cacciata dalla cascina. Una borsa a tracolla e Sara per mano. La bambina che non parlava, non piangeva, non la guardava. Avrebbe voluto lasciarla lì, con i nonni, per non doverla vedere più e non dover sentire su di sé il peso della colpa. Ma nemmeno loro la volevano.
Non sapeva dove andare. Le serviva un uomo nuovo. Le serviva una vita nuova.
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