Capitolo 12 – Piovono rivelazioni

Nell’imperversare della tempesta, tra vento e pioggia di sabbia, Marguerite prosegue in auto imperterrita l’inseguimento di Fatima, seppur tra mille ostacoli sulle strade e povera gente che corre all’impazzata per cercare rifugio e salvezza. La visuale è annebbiata, il tergicristallo scorre veloce sul parabrezza, Marguerite è confusa, ma riesce a stare dietro al lussuoso veicolo del palazzo dello sceicco El Fahim dove si trova la governante. Mille domande le ronzano in testa: dove la staranno portando? Cosa sarà accaduto di così improcrastinabile da non badare alla bufera? Immersa in questi pensieri, sente d’un tratto un brusco rumore proprio dietro di sé, sobbalzando dallo spavento frena di colpo a lungo sulla strada scivolosa e capitombola in un testacoda che fa finire l’auto giù per una scarpata. Il motore si spegne, la donna cerca di proteggersi con le braccia ma sbatte il capo sul finestrino mentre sente una giovane voce maschile urlare di dolore alle sue spalle. “Marguerite” la chiama, “Jalif, che spavento! Cosa ci fai qui? Che succede? Come sei salito? Non mi sono accorta di nulla. Ma… come stai?’” “Non bene Marguerite, ho un dolore intollerabile al braccio, mi sa che si è rotto, tu come stai? Ti sei fatta male?” “Credo qualche botta, non lo so, non sto capendo niente, è tutto così assurdo! Fammi vedere, vorrei poterti aiutare” dice spinta da quell’ inspiegabile senso materno mentre il ragazzo geme dal male. “Chiamo subito un’ambulanza!” esclama la donna. “No, non farlo” grida in mezzo all’affanno il ragazzo  “avvisa le guardie di mio zio…per favore” continua. “Tuo zio, chi?!” risponde interdetta, “Mio zio è lo sceicco!”… Marguerite rimane perplessa davanti a questa notizia scioccante, ma si rende conto che non c’è tempo da perdere sia per le cure di loro malcapitati che per non smarrire le tracce di Fatima ormai allontanatasi.
Nel mentre a palazzo, Claudine, che aveva origliato la conversazione telefonica tra El Fahim e Fatima e spiato da una fessura della porta il litigio tra Saeed e il ragazzo, vedendo lo sceicco rimasto solo nel suo studio, vuole approfittare di quel raro momento per riprendere la conversazione. La donna osserva come lo sceicco ritrova repentinamente la sua compostezza davanti a lei, quando fino al momento prima era irato e crudele. “Permesso, spero di non disturbare, vorrei poter recuperare i miei documenti e magari continuare la trattativa, motivo per il quale mi trovo qui del resto”. Si accomodi” risponde suadente Saeed, come se nulla fosse accaduto intorno a lui. Rimasta stupita dalla dualità dei modi dello sceicco, da un lato gentile e affabile dall’altro codardo e burbero, si insospettisce, temendo che in fondo non sia una persona affidabile per il suo investimento. Ciò nonostante, il desiderio di potere di Claudine e il suo spiccato senso degli affari sono più forti delle sue titubanze cosicché, senza ripensamenti, gli chiede diretta “Vuole acquistare la Protec Sceicco El Fahim?” Qualche attimo di palpabile silenzio e risponde “Ne è sicura? Vuole privarsi dell’eredità di suo marito?” indisponendo la nostra forzatamente remissiva Claudine. “Mi scusi, ma ora devo occuparmi dei danni delle intemperie, farebbe bene a mettersi al sicuro, sono previsti peggioramenti climatici, la pregherei di raggiungere gli altri in salone, ne riparleremo in un momento migliore.” Imbarazzata, Claudine lascia la stanza annuendo, pensando tra sé speriamo che Charlotte non me ne abbia combinata una delle sue!
In sala Angelique e Georgette si fanno coraggio a vicenda, seppur punzecchiandosi ogni tanto. “Ho paura Georgette, che fine faremo! Ti rendi conto! Addio feste sfarzose e abiti da sera, chissà se sopravviveremo.” “Non essere distruttiva Angelique, perlomeno moriremmo in un palazzo sfarzoso!” sogghigna Georgette… “Non dirlo neanche per scherzo, a tal proposito non credo scherzassi quando hai parlato di tuo padre! Hai fatto una gaffe ne sono certa! Parlamene ti prego!” sostiene la donna. “Ti dico che non è vero, mi sono ingarbugliata, non era quello che volevo dire” si giustifica la ragazza. “Ne sono sicura eri troppo sincera” incalza Angelique “Ti sbagli, pensiamo alla nostra incolumità ora” “Insisto, puoi fidarti di me, io ci sguazzo in queste vicende. Potrei aiutarti!” bisbigliano le due. “E va bene, ma che rimanga un segreto tra me e te!” sbotta Georgette. Così la ragazza si confida con la donna raccontandole della fotografia, senza però entrare nei particolari, omettendo il vero motivo per cui si trovasse a Dubai. Angelique contenta della fiducia accordatele ribadisce “non sto nella pelle, è un buon modo per distrarci da questo caos, approfittiamo di questo scompiglio, vedrai… scopriremo la verità su tuo padre!” Così le due si introducono furtivamente nella fastosa camera padronale dello Sceicco alla ricerca di curiosi preziosi indizi…

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