Due Identità – Parte Due

Un filo di vento muove la tenda della finestra e riporta Orietta al presente. Cazzo! Il rossetto è sbavato.. quando sono in ritardo non mi viene mai nulla! Impreca tra sé e sé. Che ore sono? Alle 19.00 passa Alfio a prendermi davanti al bar Flora. Orietta, improvvisamente nervosa, guarda l’orologio e nota che le lancette segnano le 18.37. Devo andare, è tardissimo! pensa la donna. Non posso permettermi di farlo aspettare. Posso gestire la sua impazienza certo.. ma ora come ora ho bisogno di soldi. E lui è la mia banca.

Sara!” Urla Orietta rivolta verso il salotto.

Saraaaaaaa!

Mamma mi spieghi cosa c’è da urlare? Sono qui” Risponde la ragazza dopo poco

Stasera esco. Non so a che ora torno. Riesci a dare un’occhiata a Tommi?

Ancora? Con chi esci stavolta?

Non sono fatti tuoi. Guardi tuo fratello si o no?

Si si lo guardo. A parte che ha 13 anni, si guarda anche da solo. E poi c’è a casa anche tutto il resto del mondo. Siamo in mille qui dentro

Lo so tesoro. Ma non mi fido di loro. Soffro anch’io il vivere qui.. per questo esco

Devi smettere di fare la puttana e imparare a tenerti un lavoro

E tu devi smettere di fare la stronza. È tutta la vita che mi sbatto per voi!

Ti fai sbattere più che altro..” Dice Sara in tono canzonatorio “Ancora il vecchio?” Chiede improvvisamente seria.

Sara per cortesia..

Mamma, per la cronaca, lo so che ci ami e lo fai per noi.. ma stai attenta. Abbiamo fin troppi casini da risolvere senza che tu ne aggiunga altri

Tu devi fidarti di me. Le cose cambieranno te lo prometto” dice Orietta tendendo la mano per accarezzare il viso della figlia. “Io mi posso fidare di te?

Si mamma, non mi taglio da mesi né ho più preso nessuna schifezza. Sono stata dimessa dalla clinica dopo un anno di buona condotta. Ho un lavoro. Posso guardare mio fratello per una sera.

Grazie amore” dice Orietta mandandole un bacio.

Stai attenta!” Sente la donna alle sue spalle mentre è già proiettata verso l’uscio di casa.

Nel passare di fronte alla stanza di Tommaso la donna lancia lo sguardo verso il figlio. Nota che sta dormendo. I capelli biondi incollati sulla fronte. Evita di salutarlo per non disturbarlo. Ogni volta che qualcuno tenta di toccarlo mentre dorme ha una crisi. E ora di gestire una crisi Orietta non ne ha proprio il tempo.

Tommaso. Quel fagotto di luce venuto al mondo in macchina sulla via dell’ospedale. Arturo lo amava così tanto. Con Arturo aveva davvero pensato di aver finalmente trovato il suo posto nel mondo.

Dopo essere stata cacciata dalla cascina dai genitori di Roberto in seguito all’incidente, perché un incidente era stato, nulla di più, era ritornata a vivere a casa dei suoi genitori. In quel periodo c’era spazio perché la sua sorellina si era fidanzata e trasferita a casa del compagno. Quel coglione.. dopo averla mesa incinta è sparito pensa Orietta con risentimento. Nonostante siano passati anni la ferita è ancora aperta. Le proprie disgrazie, pur essendo terribili, erano sue. La propria forza e risolutezza l’hanno sempre aiutata a guardare avanti. Sua sorella Tamara, al contrario, è sempre stata fragile e indifesa. Si è ritrovata sola con un neonato, depressa e distrutta. Orietta si da ogni giorno la colpa di non averla protetta a sufficienza. A causa di quell’episodio di tanti anni prima ora Tamara si ritrova sposata con un vecchio, alla totale mercé di lui. Intrappolata in un accordo senza via d’uscita. Orietta si sente colpevole: se solo avesse aiutato di più Tamara, invece di concentrarsi solo su sé stessa, forse ora nessuna delle due si troverebbe nella situazione in cui sono. Ma al tempo aveva deciso per sé. Si era trovata un lavoro per mettere da parte qualche soldo. Grazie al cielo quegli angeli dei suoi genitori la aiutavano nella gestione della bambina e lei riusciva a lavorare.

Una sera, nel piccolo negozio di alimentari del paese, ha conosciuto Arturo. Un uomo gentile e garbato. Un lavoratore. Diverso dal suoi tipo ideale d’uomo. Tuttavia era ciò di cui lei e Sara avevano un disperato bisogno. Così dopo pochi mesi di frequentazione l’ha sposato. Sono stati anni felici quelli con Arturo. Semplici, non sopra le righe, anni tranquilli e sereni. Era rimasta incinta di Tommaso praticamente subito. Se la gravidanza era stata meravigliosa, lo stesso non si poteva dire del travaglio. La rottura improvvisa delle acque, i dolori lancinanti, la corsa in ospedale senza fare in tempo. Una volta arrivati Tommaso era già praticamente nato ma non era stato espulso completamente a causa del cordone ombelicale che l’aveva stretto troppo causando un’assenza prolungata di ossigeno.

È apparso chiaro fin dall’asilo che Tommi avesse un ritardo mentale. Tuttavia Orietta e Arturo lo amavano così tanto. Orietta avrebbe voluto un altro figlio, ne voleva uno giusto stavolta. Un figlio giusto con l’uomo giusto. E invece Arturo diceva che era perfetto così, che Tommi era tutto ciò che lui volesse. E lei lo aveva stressato e stressato al punto che una mattina si era svegliata con suo marito freddo accanto a lei. Aveva avuto un infarto durante il sonno.

Dopo la disperazione iniziale Orietta si era riorganizzata. Una volta ancora aveva detto addio alla sua vita per iniziarne una del tutto nuova. Fortunatamente la famiglia di Arturo si era dimostrata più comprensiva di quella di Roberto e le aveva concesso di restare con i figli nella casa coniugale. A quel tempo Sara era ormai adolescente e Orietta si aspettava che iniziasse ad aiutarla nella gestione della casa. Orietta era esausta fisicamente e psicologicamente, si meritava un pò di riposo. Così qualche volta dopo il lavoro si concedeva di uscire per bere qualcosa al bar. Nonostante non fosse più di primo pelo e avesse tre figli gli uomini la guardavano ancora come quando di anni ne aveva solo 15. La mangiavano con gli occhi. E lei si beava della loro adulazione.

Una sera aveva conosciuto un uomo. Non era bellissimo ma era per lei magnetico. Si era seduto sullo sgabello accanto al suo al bancone e le aveva offerto un drink. Più di un drink in realtà. La sera stessa erano finiti per fare sesso sui sedili posteriori dell’auto di lui. E che sesso. Un sesso del genere non capitava a Orietta dai tempi di Aldo. Massimo era rude, selvaggio, non era interessato a ciò che poteva piacere a lei. E questa sottomissione eccitava Orietta da impazzire.

Dopo due settimane Massimo si era trasferito a casa sua. Orietta si sentiva un’adolescente. Cuore leggero e farfalle nello stomaco. Scopavano continuamente, ovunque, incuranti del fatto che i figli di lei fossero in casa. Orietta alzava al massimo il volume in modo che i suoi gemiti di piacere fossero coperti dalla melodia della radio. I vicini si lamentavano ma a lei non importava. Era felice finalmente.

Orietta era talmente presa da sé che non vedeva ciò che la circondava. Sara era diventata triste, silenziosa. Sembrava sfinita dalla vita. Orietta le diceva di sorridere visto che era nel fiore degli anni e di trovarsi un ragazzo. Del buon sesso poteva risolvere ogni cosa. E Sara se lo è trovato davvero un ragazzo. Matt, 21 anni. Precedenti per spaccio. Non aveva un posto dove andare e così anche lui si è stabilito a casa loro. Sara e Matt passavano le giornate chiusi in camera. Orietta non sapeva cosa facevano, e nemmeno lo voleva sapere. L’importante in quel momento era non aver la figlia tra i piedi mentre lei e Massimo si davano piacere in ogni angolo della casa. Tommaso c’era e non c’era. Lui non chiedeva mai nulla, era così buono. Orietta a volte non ricordava nemmeno che ci fosse.

Poi un giorno il ritorno alla realtà: le hanno staccato le utenze. Un giorno di febbraio non c’era più acqua calda o luce. Nessuno aveva più pagato una bolletta. Con che soldi del resto? Nessuno lavorava più ormai. E in quella fredda oscurità Orietta ha aperto gli occhi.

La casa era un disastro. C’era sporcizia ovunque. Massimo non era il suo compagno. Lui era solo un ospite. Mangiava lì, dormiva lì, e l’unico contributo che dava era portarsela letto. Decisamente troppo poco. Tommaso era una larva. Magro e sporco. Solo e silenzioso. E Sara. Sara aveva tagli immensi e profondi sulle gambe. Dormiva tutto il tempo perché sotto effetti delle droghe che Matt le somministrava. E mentre lei dormiva il ragazzo si approfittava di lei in ogni modo possibile.

Quel giorno Orietta per la prima volta si è vergognata di sé stessa. E così in un colpo solo ha cacciato sia Massimo che Matt da casa loro. Si sarebbe ripresa. E ancora una volta avrebbe avuto la forza di reagire.

Ancora una volta avrebbe dimostrato che era solo lei e lei soltanto la padrona del proprio destino.

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