Capitolo 3 – un pranzo insolito
Il pranzo procede tranquillo, tra soliti convenevoli, discorsi sul tempo e apprezzamenti sulla città. Angelique, già al suo terzo calice , con entusiasmo traina la conversazione, decisa a carpire informazioni sulla sua possibile rivale Marguerite, dilungandosi in sproloqui vanesi e sfoderando le sue migliori doti attrattive. Marguerite, annoiata e diffidente, partecipa cortesemente ma senza trasporto, non lasciando trapelare nulla di sé. D’altronde i suoi pensieri sono tutti rivolti altrove, a cose ben più importanti di quel teatrino di finte cortesie. Claudine osserva le altre donne, la loro ostentata bellezza e ricchezza le fa storcere un po’ il naso anche che se non lo manifesta – per lei la vera classe si riconosce dalla discrezione, pensa che deve tenerle lontano dalla figlia perché potrebbero essere un cattivo esempio di vizio e dissolutezza. Georgette invece ha uno sguardo di ammirazione mista ad invidia per le sue compagne, sembrano avere tutto quello che a lei manca e desidera: sicurezza, carisma e soldi. Potrebbe di certo apprendere ed ottenere molto da un rapporto più stretto con loro.
“ma avete notato ieri sera quell’uomo, Saeed El Fahim, che eleganza! Che fascino! Che mistero! Ha attirato l’attenzione di tutti. Ne sono rimasta a dir poco impressionata. Per caso lo conoscete? Marguerite, cara, sicuramente tu sai qualcosa di più sul suo conto, ho notato una certa intesa fra voi due” dice Angelique all’improvviso, spostando la conversazione su ciò che veramente le importa.
“mi spiace deluderti ma non l’ho mai visto prima d’ora anche se…”, risponde Marguerite, d’un tratto interessata, mentre ripensa a quegli occhi scuri e penetranti. Come mai il contatto visivo con quell’uomo le aveva procurato un brivido lungo tutto il corpo e una fitta dolorosa al petto, lasciandola senza fiato. Non sapeva spiegarselo. Il suo sguardo si sofferma assorto sull’ acqua azzurra e pigra della piscina, che riflette i raggi del sole e le fronde degli alberi intorno creando, in un gioco di luce e ombra, disegni astratti sulla superficie. D’un tratto nella sua mente prende forma un ricordo. Si trova in un mercato di Dubai ma è più giovane, ha più di dieci anni in meno di adesso. Sta cercando spezie e nuove fragranze per creare i suoi profumi. Indossa un abito leggero di seta bianco e un foulard colorato le ricade sulle spalle. Tende il busto per annusare meglio l’aroma di un frutto esotico che non aveva mai visto prima e una brezza di vento le sospinge via lo scialle. Lo rincorre e una volta raggiunto si china per afferrarlo e invece della morbidezza della seta incontra delle mani affusolate ed ambrate. Alza lo sguardo e vede dinnanzi a se un uomo alto e attraente che le sorride amabilmente. “la posso aiutare signorina?” dice in perfetto francese, con voce calda e suadente, consegnandole il foulard. Fu l’inizio di un amore ardente. Ricorda i suoi occhi neri, profondi che somigliano tanto a quelli di quel tale Saeed. Solo che quelli di Saeed sono vuoti e spenti a differenza di quelli del suo amato, dolci e luminosi. Impossibile che siano la stessa persona, eppure… il flusso di pensieri di Marguerite è interrotto dalla voce di Claudine: “Ho urgenza di discutere con quell’uomo di questioni personali importanti, ma non so proprio come contattarlo”. “Davvero” esclama Angelique con malcelato disappunto, colta alla sprovvista da quella nuova rivelazione. Credeva di poter trovare un’alleata in quella donna appena conosciuta, invece si delineava anch’essa come possibile rivale. “si da il caso che anch’io abbia delle faccende da sbrigare con Saeed e conosco la persona giusta che potrebbe metterci in contatto con lui”.
“anche io desidero incontrarlo” sentenzia Marguerite, approfittando della situazione.
“perfetto” replica Angelique, tracannando il sesto calice di champagne, nervosa “a quanto pare tutte vogliamo conoscere Saeed. E tu Georgette, sei stata in silenzio fino ad adesso, anche tu ambisci a fare la conoscenza dell’esimio sceicco?”
“in realtà non so di chi voi stiate parlando…” dichiara Georgette un po’ intimidita, sentendo improvvisamente tutti gli occhi puntati su di lei “L’altra sera ero molto a disagio e non ho guardato nessuno nella sala…”. Si chiedeva come non si fosse accorta di un uomo tanto desiderato e ormai le era sorta una reale curiosità nei suoi confronti.
“Cara, non preoccuparti è del tutto comprensibile” dice Angelique, di nuovo fiduciosa nell’apprendere che poteva contare almeno sull’innocenza di Georgette. Poi, alzandosi di scatto, esclama a gran voce: “ragazze c’è bisogno di organizzare un party, il migliore di sempre, per festeggiare il nostro arrivo a Dubai e il nostro incontro. Ovviamente saranno invitate tutte le figure più illustri della città, ed anche il nostro Saeed El Fahim. Che ne dite?”
Le quattro donne concordano sull’idea, e Angelique si offre per organizzare lei stessa il party.
Il pranzo è concluso. Marguerite si defila con eleganza, sempre distratta dal pensiero del suo passato amore e di Saeed e della loro incredibile somiglianza.
Angelique, un po’ brilla, una volta fuori dall’hotel afferra il cellulare e chiama Alessandro, il fotografo che l’aveva portata lì, esigendo da lui che la aiutasse ad organizzare la festa migliore di sempre. Claudine e Georgette rimangono sole. Georgette non sa come comportarsi. Non può permettersi di affittare una stanza in quel costoso hotel per la notte. Claudine approfitta della sua incertezza per proporle di restare lì quella notte come sua ospite. Così posso scoprire qualcosa di più sul suo conto pensa. Sulla soglia delle rispettive camere si salutano. “ah dimenticavo! questo deve essere tuo, ti è caduto poco fa dallo zaino” aggiunge Claudine, porgendole un diario logoro. Georgette glielo strappa di mano con foga e se lo stringe al petto, il viso corrucciato. “si, è mio. Dove l’hai preso? L’hai letto?” dice in tono aggressivo per la prima volta. “era proprio qua in terra, l’ho solo raccolto, tutto qui. Non pensavo fosse così importante”, risponde Claudine sulla difensiva, mentre mille altre domande sorgono in lei. “lo è” ribatte Georgette, mentre entra nella sua stanza, sbattendo la porta alle sue spalle. Anche Claudine entra nella sua stanza chiedendosi cosa mai possa avere quel sudicio quaderno di tanto prezioso. Trova la camera in subbuglio, con il tavolo centrale cosparso di fogli. Cos’è successo? e soprattutto dov’è Charlotte?
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