JESSICA
Mi presento sono Jessica – nel mentre smuove i capelli rossi che le cadono voluttuosamente sul viso, rendendola accattivante e misteriosa; lo sguardo languido e ammaliante dei suoi occhi verdi attira subdolamente l’uomo a lei – ti renderò mio servo sempre – dice lei roteando intorno al cliente e sfiorandolo con fare seducente – Ho l’età della bellezza non più giovanile ma matura quanto basta per irretire come chi ha vissuto per stupire e mentire. Il tempo ha affinato la mia arte di rapire i tuoi pensieri proibiti più reconditi, e godere nel vederti consumare dentro il desiderio di ciò che non avrai mai – L’uomo ipnotizzato dalle parole di Jessica , si lascia travolgere dal gioco di seduzione , assecondando l’ardito dominio della donna che lo vuole tenere in pugno.
Ti porto con me nell’oblio per farti smarrire e dipendere da me. Il paradiso che conosci attraverso il mio corpo, di cui potrai sfiorarne solo il profilo, sarà il tuo inferno, dove resterai senza di me. Sognerai l’amore e al risveglio rimarrà il tormento di ciò che non sarà mai tuo.
Uso le mie moine per confonderti e condurti abilmente nella mia trappola ; mi porterai in giro come un trofeo per qualche ora, ma alla fine a te non rimarrà nulla, ed io passerò al cliente successivo. Lo stordimento nel quale ti attanaglio, muovendo sinuosamente il mio corpo come in una danza attorno al tuo, sarà solo per mettere scompiglio nei tuoi pensieri perversi.
So cosa ti può piacere, so come toglierti il respiro, so quando stai per affogare ed è lì che il tuo desiderio di me ti finirà, e come per ogni cliente, ti lascerò senza dignità, smarrito, inutile, a implorarmi di rimanere, ed io chiuderò la porta di quella stanza d’albergo che ha acceso la tua fantasia.
La mia bocca carnosa, priva di quei rossi che svelano l’identità di chi li porta, sussurra a mala pena il tuo nome, che sarà subito dimenticato. Il veleno che sprigiono per farti cadere nella mia rete sa di un profumo che sentirai nell’aria che respiri, poi tossico ti lascerà inerme ed io mi inebrierò del successo della mia avvenenza, tronfia dell’arte della seduzione , a ridere della tua banalità.
Ti inganno con classe, ti seduco con l’innocenza di chi non conosce, ti invito ad esplorarmi e poi ti lascio senza risposte. Sei un cliente, non sei nulla per me, solo merce, ti uso solo per giocare e poi ti lascio cadere nella vergogna della trasgressione.
Io sono Jessica, io sono una escort.
L’uomo , stordito dal piacere , non percepisce l’essenza delle parole di Jessica, cariche dell’odio che l’ha portata ad essere la donna spregiudicata ed impietosa che oggi è. Jessica non è l’oggetto del piacere maschile, è lei che controlla , è lei che usa, è lei che porta allo sfinimento il desiderio estremo, fino alla sofferenza di lui per non potere raggiungere l’orgasmo attraverso il rapporto immaginato e mai consumato.
Nei suoi occhi verdi, maliziosi e vogliosi c’è solo vendetta , l’eccitazione massima raggiunta nel vedere inappagato e sottomesso l’uomo che rappresenta ogni volta la causa di tutto ciò che lei è diventata. Ogni gesto è mirato a portare il suo cliente a implorare l’atto finale del rapporto, che lei con perfidia sfidante fino all’ultimo gli farà desiderare.
Jessica si siede con fare sinuoso e provocatorio sulla poltrona posta nel salottino adiacente alla camera da letto, accavalla le gambe tanto quanto basta per fare immaginare e le scavalla lasciandole aperte come in un invito che non sarà mai accolto. L’uomo si avvicina, lei nel rannicchiare le gambe al petto lascia che il vestito a sottoveste aderente , si sollevi fino a fare intravedere la giarrettiera . L’uomo invitato dalle movenze seduttive , mette una mano sulla coscia di Jessica che allarga appena le gambe per poi stringere la mano in una morsa, impedendo che la stessa possa proseguire verso il piacere assoluto.
La danza perversa continua inesorabile quando Jessica si alza in piedi, spostando la mano di lui e facendogli sfiorare la felicità, lo fa rimanere inginocchiato e lei si avvinghia con le gambe al collo, facendo una giostra intorno e tenendo le sue braccia ferme come se quello potesse essere il momento. Gli lascia infilare le mani sotto il vestito, lo illude di potere essere finalmente padrone della situazione, e sempre avviluppata come un’edera , senza mai staccarsi dal corpo di lui, lo contiene senza soddisfarlo.
Finito il tempo, Jessica lascia il cliente esanime , pieno di desiderio, rivedendo nella sua sconfitta il volto di suo fratello , aguzzino perverso e trasgressivo , che aveva abusato di lei facendole credere che ciò che stava apprendendo , l’avrebbe resa una donna desiderabile e piacente.
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