Capitolo 19 – relazioni trasversali
La furia della tempesta sembra concedere un po’ di tregua al momento e l’auto, che sta riconducendo Marguerite ed il ragazzo alla villa di Saeed, procede relativamente tranquilla seppur incontrando ostacoli di ogni genere lungo il cammino: foglie, rami divelti, acqua e fango. Dubai non è preparata ad affrontare calamità del genere, rare in quel territorio, ed appare devastata.Marguerite, mentre dal finestrino dell’auto sfila una città irriconoscibile, pensa al comportamento brusco di Jadif poco prima nei suoi confronti, così in contrasto con la sua consueta pacatezza. Sicuramente deve aver a che fare con il pazientericoverato in quella stanza in cui stava per entrare. All’improvviso volge lo sguardo verso il ragazzo e lo osserva: ancora una volta percepisce quell’inspiegabile sensazione di protezione e familiarità. Non vuole che il loro rapporto sia rovinato da rancori inutili. “Tutto bene?”, gli chiede.
“Si grazie, e tu?”, risponde Jadif, voltandosi a sua volta, “mi dispiace per la reazione che ho avuto prima…solo che…è una situazione complicata, non posso spiegarti, o meglio nemmeno io conosco i particolari… scusa possiamo parlare di altro?”
“ma certo, non preoccuparti. Piuttosto raccontami un po’ di te? da quanto vivi con tuo zio?” Marguerite è sinceramente interessata al ragazzo.
“Praticamente da sempre, da quando ne ho memoria”
“I tuoi genitori?”
“Sono morti entrambi in un incidente d’auto quando io ero ancora piccolo, mio zio si è sempre preso cura di me, gli devo tutto”, il suo sguardo si rabbuia un po’.
“Ne deduco che siate molto legati?”
“Certo, è il mio unico parente. Ogni tanto può apparire duro matutto quello che fa è per il mio bene”.
Maguerite nota un leggero risentimento nella voce del ragazzo perciò decide di cambiare argomento, “E dimmi cosa ti piace fare? Quali sono le tue passioni?”
“Te lo dico ma non prendermi in giro. Fin da piccolo ho un olfatto molto sviluppato e amo creare fragranze. È solo un passatempo ma non so perché mi rilassa e mi conforta, è una cosa quasi viscerale. A mio zio non piace molto questa cosa. Per favore non dirgli che te ne ho parlato”
“Anch’io realizzo profumi per lavoro. Possiedo una profumeria!”dice Marguerite con stupore, entusiasta della scoperta. E cosi il viaggio in auto procede in una piacevole ed accesa conversazione tra i due.
Nel frattempo alla villa Angelique ha finalmente l’occasione tanto agognata di parlare a tu per tu con lo sceicco. Non sa da dove iniziare, si sente paralizzata. Fortunatamente è Saeed a rompere il ghiaccio: “ Prima il bagno il piscina, poi la tempesta, non l’accoglienza migliore, madame? Troverò il modo per farmi perdonare!”
“Oh non si preoccupi, non è colpa sua! Lei è un vero gentiluomo e la sua dimora è magnifica”
“Cosa ne dici se abbandoniamo le formalità e ci diamo del tu? dopo tutto quello che abbiamo passato insieme”, dice Saeed.
“Con piacere”, risponde Angelique con un leggero fremito nella voce.
“Ti dona molto quel jilbab”, prosegue Saeed.
Angelique arrossisce e si esibisce platealmente in una giravolta.“Non è l’abito, è chi lo porta che fa la differenza!”, dice con leggera malizia. Le sembra a tutti gli effetti che lo sceicco stia flirtando con lei. Ma una voce li interrompe. Si tratta di un suo sottoposto che gli annuncia che Claudine lo sta aspettando perproseguire la chiacchierata iniziata qualche giorno addietro. Saeedsi accomiata da Angelique con un inchino e con un baciamano che mettono definitivamente KO la donna.
Claudine sta aspettando Saeed nel salotto grande. Dopo il colloquio con la figlia la sua testa è piena di tarli. Più che altro è Marcel, quel mascalzone, ad impensierirla. Teme che sia una cattiva influenza per Charlotte e soprattutto che stia macchinando qualcosa per sottrarle l’eredità. E poi ricorda chiaramente di aver visto la ragazza al porfiro parlare con Saeed, che sia riuscita a contrattare qualcosa? Deve assolutamente risolvere la questione con lo sceicco al più presto, prima che sia troppo tardi. Saeed Elfahim arriva dopo pochi minuti ed invita Claudine a seguirlo nel suo ufficio.
Nel mentre Georgette, piena di rabbia e frustrazione dopo la scoperta, si precipita nella sua stanza. Si lancia sul letto e si copre il volto con il cuscino. Cosa deve fare? All’improvviso pensa a sua madre. Lei è a conoscenza dei segreti di suo padre? Dovrebbe chiamarla. Poi pensa che è da quando ha deciso di partire per Dubai senza preavviso che non la sente. Lei è convinta che sia tranquilla a Parigi a studiare per il prossimo esame in università. Per ora non intende parlarle, la rimprovererebbe per la sua imprudenza senza la minima empatia.
Qualcuno bussa alla porta, “Ehi sono Alessandro, posso entrare? Voglio sapere come stai.”
“Non è un buon momento”, replica con astio Georgette.
“è successo qualcosa?” chiede preoccupato Alessandro.
“Ma vedi tu, si è appena abbattuta una tempesta senza precedenti su Dubai!”, dice sardonica la ragazza. “Entra se vuoi”, aggiunge poi in un sussurro. Al momento è l’unico che può darle un po’ di conforto. Alessandro varca la porta e si siede vicino alla ragazza sul letto. Georgette ha il volto rigato dalle lacrime. Lui le asciugadelicatamente con la sua mano. “Sembri sconvolta. Sai che puoi fidarti di me e dirmi tutto”. Georgette scosta la sua mano con prepotenza e ribatte: “Non ho bisogno di niente”. Ma subito dopo, di fronte allo sguardo preoccupato di Alessandro, non riesce più a reggere la corazza e si abbandona tra le sue braccia, lasciando andare il pianto.
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