BRICIOLE DI TE
Quando ti ho incontrato, tanto tempo fa, mi sono trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Contro ogni mio principio, ogni mio gusto, contro ogni regola della mia banalissima vita, quel giorno che ti ho conosciuto non avrei mai immaginato che saresti entrato senza uscirne più in modo definitivo.
Oggi parlo di te, e non so bene ancora chi sei e sono passati già venti anni. Mi hai incuriosito, eri diverso, cultura e stile di vita lontano anni luce da me. Eppure ho voluto saziare la mia curiosità, ho voluto sfidare il mio perbenismo , incancrenitosi nel tempo facendomi credere di essere la donna che in realtà non sono mai stata, o forse non sono più stata da quando ti ho conosciuto. Chi è stato depositario della mia storia platonica con te, mi pacificava la coscienza dicendomi che rappresentavi la mia finestra sul mondo che non mi era stato mai permesso conoscere. In realtà oggi penso che quella finestra non sei stato tu ad aprirla ma io; sono io che sono venuta a turbare il tuo mantra, in un momento in cui stavo rinascendo mettendomi alla prova, e tu sei caduto sotto le mie grinfie e in un certo modo ci sei rimasto senza saperle gestire.
Una frequentazione fatta di sotterfugi che rendeva il rapporto ancora più intrigante, ma al tempo destabilizzante per me, che avevo marciato sempre sulla retta via, e che con te ero finita all’inferno.
Sposati entrambi , con matrimoni felici, e con il desiderio che ci divorava, facendoci infrangere le nostre regole. Messaggi e telefonate da ogni parte del mondo solo per tenerci in contatto; messaggi provocatori e telefonate senza contenuto fatte tra persone che non si conoscono affatto; incuranti entrambi delle conseguenze che tutto ciò avrebbe comportato.
Ogni tanto , più spesso tu che io, tiravamo fuori la testa dal fuoco, e ci dicevamo addio, come se volessimo lasciarci alle spalle qualcosa che in realtà non eri mai cominciato ma che gestivamo come una relazione clandestina. Tu avevi un fare pressoché demoniaco, ai limiti del sadismo, ti piaceva vedere quanto commiatarti da me potesse farmi soffrire, ed io soffrivo e ancora di più quando prendevo atto che il mio dolore era per un uomo con il quale non condividevo nulla. Mi allontanavo penitente ricordandomi che era tutto sbagliato, e tornavo a testa bassa sconfitta e abbandonata. Poi offesa da uno dei tanti tuoi addii, se ti incontravo con la tua famiglia ed io con la mia, altezzosa e volutamente respingente vi guardavo dall’alto in basso, come foste tutti immondizia per me. Tu tornavi sempre, perché volevi essere tu a decidere le sorti di questo dannato rapporto, ed io lasciavo che questo accadesse, abboccando come un pesce rosso ad un tuo messaggio :” ciao come stai ?” .
Sono passati anni, sempre in questo modo, ognuno di noi convinto di essere più forte dell’altro, una sfida, direi assolutamente un gioco di continue conferme, di cui probabilmente avevamo bisogno entrambi, ma con il terrore di fare passi che ci avrebbero messo di fronte alle nostre verità che non volevamo conoscere.
Mi lasciavo talvolta incantare e illudere da epiteti che usavi accuratamente solo quando volevi riavvicinarti, sapevo essere privi di contenuto, sapevo non significavano nulla per te, ma quando li usavi davano a me la sensazione di rappresentare qualcosa di più.
Oggi sono certa che se non ti avessi provocato, non ti saresti accorto di me, non avremmo infranto i nostri decaloghi familiari con il pensiero, fantasticando di come saremmo stati come coppia, ben sapendo entrambi che mai avremmo lasciato il certo per l’incerto che probabilmente nessuno dei due voleva veramente.
Sono state briciole, ci siamo mentiti a vicenda , regalandoci forse l’unica cosa di cui avevamo reale necessità, evadere dai nostri quotidiani in modo vigliacco e audace al tempo stesso, bisognosi solo di appagare il nostro ego e garantirci quel poco che ci regalava un’autostima offesa dalla vita ma che è rimasta sempre zampillante e mendica, e noi generosi ci siamo donati solo briciole di niente.
Questa la nostra storia , volevi capire , io volevo capire, così dopo anni ho raccolto le briciole di te, e ho deciso che non mi sarei più accontentata di stare in un angolo ad aspettare; la lunga pausa che hai scelto di prenderti da me, mi ha dato quella forza che prima non avevo, e ho scelto di dire basta.
La mia certezza oggi è che in qualche modo , tuo malgrado , io sono entrata nella tua vita, ci sono rimasta, e tu non lo hai mai saputo, io si!
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