SLIDING DOORS
Mia stava passeggiando sul lungo mare di Ostia, l’obiettivo era raggiungere lo stabilimento balneare Tibidabo, dove avrebbe incontrato la sua amica Fiorenza. Il caldo afoso di metà luglio aveva rallentato il cammino di Mia e il ritardo all’incontro, sollecitato la telefonata di Fiorenza che incitava l’amica ad affrettarsi a fronte dell’appuntamento preso con altre persone per un aperitivo.
Mia non amava frequentare sconosciuti, e il gruppo con il quale avrebbe condiviso la serata era quello dell’amica. La sua nota timidezza l’avrebbe resa scostante e la serata sarebbe stata sicuramente noiosa, e come capitava spesso in queste situazioni, avrebbe chiamato il fidanzato Mattia, per farsi venire a prendere. Stanca di camminare si era recata alla pensilina della fermata dell’autobus che l’avrebbe portata allo stabilimento. Una volta salita, raffrescata dall’aria condizionata, Mia si era addormentata per risvegliarsi davanti allo stabilimento che vedeva per la prima volta.
Entrata, c’era un clima di festa a tema hawaiano, le avevano messo al collo una ghirlanda di fiori, e indicato dove erano gli spogliatoi per indossare costume e gonna di raffia. Mia era divertita dall’atmosfera, nonostante non fosse stata avvisata da Fiorenza. Infatti, non aveva il costume, e questo le creava imbarazzo perché la faceva notare in quanto vestita per un aperitivo. Nel frattempo, cercava l’amica, ma la confusione era tanta, così si era messa a sedere su una sdraio e tirato fuori il cellulare stava per chiamare, ma si era aperta la gara di limbo.
Presa per mano da uno degli animatori, invitata a togliersi i sandali, aveva raggiunto gli altri concorrenti, tutti abbigliati in modo adeguato; Mia si sentiva fuori posto, ma Luca, le aveva suggerito di annodare la gonna da una parte, la camicia sopra l’ombelico, e subito si era integrata nel clima festaiolo caraibico. Arrivato il suo turno, accompagnata dal battito di mani dei presenti, Mia divertita dalla situazione inaspettata, a ritmo di musica aveva cominciato, muovendo le spalle come in una danza, ad inarcarsi per passare sotto al bastone tenuto alle estremità da altri concorrenti.
Trapassato il bastone Mia era caduta sulla sabbia divertita, e Luca le aveva battuto un cinque sulla mano sporca di sabbia, poi passata sul viso distrattamente per asciugarsi il sudore, e disegnandosi dei vistosi baffi e una barba asimmetrica che aveva divertito i presenti. Inaspettatamente Mia, disinibita e aperta al clima goliardico nel quale si era trovata a suo agio, dimenticando, con l’avanzare della serata, il motivo per il quale si trovasse lì, aveva cominciato ad accogliere le avances di Luca, intenerito dall’ingenuità della ragazza. Subito dopo, aveva ripreso la borsa per telefonare ancora all’amica, ma non trovando più il cellulare, si era sentita smarrita, e Luca accortosi della situazione l’aveva aiutata a cercarlo nel posto dove l’aveva invitata alla gara di limbo.
Fiorenza, imperversava con le telefonate a Mia, e non ricevendo risposta, allarmata aveva telefonato a Mattia, che l’aveva rassicurata, dicendole che lui non era stato chiamato; quindi, di certo la situazione era sotto controllo; sarebbe arrivata solo più tardi.
Luca, dopo avere rassicurato Mia, averle chiesto se ricordasse a memoria il numero dell’amica, o se avesse un fidanzato del quale conosceva il numero, Mia impulsivamente aveva risposto solo che non aveva un fidanzato, stravolgendo così l’esito dell’intera serata.
Durante la conversazione, Mia insospettita dal fatto di non avere avuto la possibilità di incontrare l’amica Fiorenza, dice a Luca:” mi viene il sospetto di non essere nel posto giusto. Siamo al Tibidabo, vero? “scoppiando in una gran risata; Luca le risponde:” certo che siamo al Tibidabo, ma di stabilimenti con questo nome ce ne sono due, sono dello stesso proprietario, ma in uno c’è il piano bar e il ristorante e in questo si organizzano eventi a tema”.
Mia diventa seria, ripensa all’autobus, al sonnellino fatto durante il tragitto, all’essere entrata a gamba tesa nello stabilimento dopo avere letto “Tibidabo”, all’atmosfera di festa che l’aveva messa subito a suo agio come non era mai accaduto, all’avere dimenticato di chiamare Mattia, per farsi venire a prendere, al non avere avuto una crisi di panico all’idea di avere perduto il cellulare, a Luca.
“La mia serata doveva essere tutta diversa, un autobus ha cambiato le mie carte, è divertente!” Si volta verso Luca che la guarda facendole un sorriso, e Mia compiaciuta, si gongola all’idea di avere sbagliato la strada giusta.
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