SEI TORNATO

 

Quante volte abbiamo scherzato scaramanticamente su cosa avremmo fatto se uno dei due se ne fosse andato prematuramente, tra le domande se avremmo voluto rifarci una vita e se all’altro sarebbe dispiaciuto, le nostre risposte ironiche e sconsiderate tramavano progetti nell’assoluta certezza che troppo tempo sarebbe passato prima di poterci prendere sul serio.

Un giorno l’agguato della vita ci ha sorpresi, lasciandoci senza fiato, lasciando te letteralmente senza fiato ed io a piangere l’uomo che mai mi sarei immaginata di perdere, non così presto, non così inaspettatamente. Il mondo mi è crollato addosso, ed io non ho avuto il tempo di potermi preparare; preparare a cosa?

Il dolore che lascia l’abbandono definitivo, è legato all’impossibilità di fare domande e alla certezza di non avere risposte. La nostra ironia sull’argomento prevedeva una gestione consapevole di un vuoto che razionalmente non può essere raccontato. Oggi mi perdo con lo sguardo nel nulla in cerca di parole, di ricordi, di ancore che mi riportino a te e rendano ancora tangibile la tua memoria, ma è come se fosse calata una coltre di fitta nebbia che ha avvolto tutto ciò che mi parla  di te – dove sei? – Ti cerco nei miei pensieri e non trovo nulla che mi faccia stare meglio, costruisco immagini di una gioia che non vivremo più insieme, e che altera ciò che realmente abbiamo vissuto, ma di cui ho bisogno per addolcire la confusione che ho in testa. Ti parlo, ti immagino vicino ad ascoltarmi, ti confido segreti, una volta li avremmo commentati insieme, faccio di te il mio amico immaginario, ma della cui inesistenza ho piena consapevolezza, e azzardo richieste – non lasciarmi sola, torna da me , in qualche modo, saprò riconoscerti – per poi tornare nel mio silenzio che è tanto più disturbante di mille rumori.

Nella mia solitudine, cammino e ti cerco – magari  hai ascoltato le mie richieste, la mia disperazione celata dietro un bisogno reale e irrealizzabile; riesci a sentirmi quando ti parlo? – vorrei poter trovare anche solo un piccolo dettaglio che mi dica – sei tornato, sei tornato da me! – Ho sempre rigettato la possibilità di rivolgermi ad un medium per trovare un tramite con l’altrove, perché ho il timore che dall’aldilà qualcuno possa rispondere davvero, ho paura di crearmi una dipendenza solo per il desiderio di ritrovarti e non con la reale possibilità che dal cielo le anime comunicano davvero – ti prego fammi capire in qualche modo che la fantasia , il dolore , il bisogno, sono il vero segnale con il quale mi stai accompagnando a vivere ancora ! –

Mi trovo a passeggiare nel parco cittadino, assorta nei miei pensieri, trovo una panchina , mi accomodo e tiro fuori un libro, la temperatura mite concilia, e rimango per un po’ lì, ogni tanto alzo la testa distratta dalle urla giocose dei bambini;  si siede accanto a me un signore , sembra avere circa settant’anni, tira fuori un libro, mi stupisco essere lo stesso che sto leggendo io – stiamo leggendo lo stesso libro , le piace ? – il signore alza la testa mi guarda, non parla , il cuore comincia a palpitare come impazzito, lo guardo come magnetizzata, anche lui non distoglie lo sguardo, gli prendo la mano e lui silente la stringe alla sua. Vorrei abbracciarlo, stringerlo forte a me, ma l’imbarazzo prende il sopravvento, lui si alza e io mi alzo, mi prende anche l’altra mano, mi avvicina a se senza proferire parola, in un attimo i nostri corpi sono uniti in un abbraccio colmo d’amore da togliere il respiro – sei tornato ! –

Non riesco a mollare la presa, ho paura di perderlo, la mia testa è appoggiata alla sua spalla, tengo gli occhi chiusi, temo che riaprirli possa darmi la consapevolezza che sto vivendo un sogno – E’ tutto vero , sei tornato da me ! –

Apro piano gli occhi, accecata da un fascio di luce, non sento più il calore del suo abbraccio,  ,  sono sola, travolta dalla malinconia della solitudine, dalla consapevolezza di una illusione, dalla certezza di un vuoto abissale che non si colmerà mai più. Ineluttabile , severa irrompe nella mia mente come una lama affilata solo per trafiggermi, la realtà sconfigge la dolcezza del sogno  che per un attimo mi ha dato la gioia di averlo di nuovo vicino a me .  Nel mio letto , avvolta tra le lenzuola stropicciate e abbarbicata al cuscino, piango il ricordo di un sonno felice.

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