Prigionieri dell’isola – un mese dopo

Le accarezzava il corpo ossuto, era dimagrita molto, ma era sempre bellissima, con i suoi capelli biondi, morbidi come la sua pelle profumata. Stavano nudi, sul letto di lei, adoravano massaggiarsi e coccolarsi, abbracciarsi in silenzio. Spesso lei piangeva tra le sue braccia, lui l’ascoltava a fondo. Era più preoccupato per lei che per se stesso, delle sue fragilità emotive. Ormai si incontravano frequentemente. Andava a trovarla almeno una volta alla settimana. Erano diventati amici per gli altri, amanti per loro stessi. La sventura li unì in modo profondo, ma la differenza di età e di aspettative del futuro, li portava in direzioni differenti. Si complementavano emotivamente, finirono col piacersi fisicamente, ma era l’aspetto mentale ad unirli. Tommaso era trasportato da questo sentimento per Greta, sentiva la necessità di aiutarla e Greta, dall’indole ansiosa, si lasciava trasportare. Aveva trovato nell’abbraccio di Tommaso un senso di protezione che le mancava. “Grazie Tommy!” glielo diceva tutti i giorni, che fosse per telefono, messaggini o a tu per tu. Tommaso ne era lusingato, ma gli sembrava che esagerasse, dopotutto ogni superstite aveva fatto la propria parte nonostante il dramma. Fu difficile ritornare alla cosiddetta normalità. Tommaso voleva solo guardare avanti e rimuovere quel trauma, ma la ferita alla testa lo riportava in quei luoghi. Non era guarita completamente, era rimasta una lacerazione non del tutto cicatrizzata ed un gonfiore che doleva ancora, come la sua anima, tormentata soprattutto per non essere riuscito a salvare la povera Marisa, rimasta vittima delle meduse velenose di quell’oceano profondo, ma che diede loro anche del cibo per la sopravvivenza. “Non devi ringraziarmi Greta, vieni qui fatti stringere, solo questo mi basta” le sussurrò all’orecchio mentre un brivido pervadeva i loro corpi. Tutte le mattine, quando suonava la sveglia delle 6:10, Tommaso si immergeva nel suo ritiro spirituale. Aveva mantenuto questa abitudine, l’unico lato positivo di essere stato uno sventurato su un isola deserta. Non era più in mezzo alla natura, all’alba dell’isola sperduta; dalla finestra vedeva solo alti palazzi e pochi pezzi di cielo non stellato, di un grigiore cittadino che non amava. Chiudeva gli occhi e sognava quella riva azzurra che si confondeva con i cieli turchini sulla linea dell’orizzonte. Voleva sentire quel profumo spruzzato dal mare con le goccioline d’acqua disperse dal vento nell’aria tersa. Invece annusava solo lo smog di una grande città come Milano. Ma dal suo immaginario mondo felice, subito dopo aver preso quel sospiro profondo, tornava con i piedi per terra; doveva correre al suo lavoro in banca, nella sua postazione alla cassa. I clienti lo riconoscevano e continuavano a fargli domande scomode, a volte inopportune, che svicolava con semplici cenni del viso. Del resto era molto timido ed introverso, non se la sentiva di parlarne con chiunque, ma solo con chi fosse certo lo potesse capire. Era infastidito dall’invadenza della gente, sebbene non fossero tutti estranei. Nello stesso tempo avrebbe voluto liberarsi di quello stato d’animo opprimente e parlarne gli avrebbe fatto solo bene. La sua famiglia gli fu vicino. Suo padre gli dette manforte e la madre era più sconvolta di lui. Finì per doverla tranquillizzare egli stesso tutti i giorni. “Basta mamma, è tutto passato! Ora voglio vivere con voi sereno il più possibile.” Aveva bisogno della suoi genitori, era tornato a vivere con loro dopo aver toccato con mano la paura di non poterli più rivedere. Tommaso si accorgeva ogni giorno di più delle sue capacità di confortare gli altri, così decise di iscriversi ad un percorso di life coaching. Aveva capito che nell’aiutare gli altri riusciva a risollevare se stesso, per questo si avvicinò a Greta, la più indifesa del gruppo dei naufraghi. La cercò dopo pochi giorni che la nave merce li portò in salvo. I quattro naufraghi rimasero tutti in contatto, ma con lei era diverso. Nonostante i dieci anni di differenza, nacque quell’intesa unica, fatta di lunghi abbracci consolatori, sguardi profondi, occhi lucidi dall’emozione di ritrovarsi vivi. Quella sera, dopo un mese e mezzo dall’accaduto, ci risero su, con un bicchiere di vino in mano: ”Ti rendi conto? Noi! Naufraghi su un’ isola deserta? Come nei film! É pazzesco, no Greta?” “ Se non ci fossi stato tu temo non sarei qui a sdrammatizzare, lo sai, te ne sarò sempre grata. Sono felice di averti incontrato, sei stato il mio angelo custode!” “ Non dire così, ce l’avresti fatta anche da sola. Quando devi essere forte lo sei, nonostante le tue paure” “ va bene coach, se lo dice lei ci credo” si sorrisero apertamente. “Per stasera ti ho preparato due orate, proprio per superare il trauma, così si dice, è passato oltre un mese ormai” “Tommaso no, cosa ti è saltato in mente”, “non avranno lo stesso sapore, sentirai! È ora di dimenticare, è ora di festeggiare che siamo rimasti vivi!” “vedi? Riesci sempre a convincermi, mi fai sempre del bene” “un brindisi alla salvezza!” “Già! Alla salvezza! Cin cin” dissero unendosi in un caloroso abbraccio. “Però mi sento un po’ una menefreghista. Noi ora stiamo bene, ma Duccio?” Tommaso con gli occhi bassi rispose “Domani andiamo alla cohousing (casa famiglia) a trovarlo, ok? coinvolgeremo anche lui, vedrai”, “si, chiamiamo Manuel e andiamo da lui” “è in condizioni pessime senza la sua Marisa, litigavano sempre, ma in fondo si amavano, sarà dura che si riprenda mentalmente” “ma ci sei tu per lui, come lo sei stato per tutti noi, poi ora conosci pure metodi nuovi per approcciarti a chi soffre e se ci sei riuscito con me Coach, ce la farai sicuramente!” disse Greta ironicamente. “Forse era tutto scritto, forse dovevamo subire una sventura simile per ritrovare noi stessi, forse, troppi forse…sto solo sragionando!” “no Tommy, io sono fatalista e ci credo, dovevamo incontrarci perché ognuno di noi ha bisogno dell’altro! O almeno…mi piace crederlo”. “Dai, pensiamo ad avvisare Manuel che anche lui non se la sta passando bene, non riesce più a studiare per il diploma. Non ne vuole proprio sapere! Dice che studiare è inutile, ha rischiato la vita e non sarà certo un diploma a salvargliela!” “Ha ragione anche lui, così giovane ritrovarsi in una circostanza di sopravvivenza, da solo, lontano dai suoi cari, dover lottare con tutte le sue forze senza l’aiuto di nessuno!” “è vero, prima di incontrare noi, sull’isola, era completamente solo, un grosso trauma per lui, ancor più che per noi”, “si Tommaso, per quanto fossi terrorizzata mi ritengo fortunata, i miei genitori vivono a Parigi, ci sentiamo solo ogni tanto, non hanno saputo nulla e non lo sapranno mai, non li ho fatti soffrire ed è stato solo un bene, non come con te e Manuel che si sono dannati a casa, se solo ci penso…” “…riaffiora tutto in un nanosecondo!!” ci riflette Tommaso. “Ma non stavamo brindando al nostro nuovo futuro??” “Si Greta, ai nuovi noi!” L’indomani si recarono dallo sventurato Duccio con il giovane Manuel, insieme ricordarono drammaticamente la perdita di Marisa e la tragica esperienza del disastro aereo che li portò ad improvvisarsi naufraghi su un’isola deserta… “Saremo noi la tua nuova famiglia, Duccio” disse Tommaso. “Nonostante la stizza che provavo nei tuoi confronti, mi sono ricreduta, e voglio starti vicino in nome dell’affetto che mi ha legato a Marisa” aggiunse Greta. “Siete la mia seconda famiglia” dichiarò Manuel. “Vi voglio bene” rispose Duccio. “Sebbene conserviamo un forte dolore nel cuore dobbiamo girare le pagine delle nostre vite, ricominciamo dalla nostra amicizia e dai legami con le persone a noi più care! Coraggio ragazzi!” si fece proclamatore Tommaso. “Un brindisi coach” “Sei un grande Tommy” “Dio ti benedica!” dissero. Mentre si stringevano in un cerchio di calore umano Tommaso li incitò “Duccio, Manuel, Greta! Una nuova vita ci aspetta! Dobbiamo avere il coraggio di ricominciare! Soprattutto tu Duccio… Ricominciamo da noi stessi, ricominciamo da noi insieme!!” si abbracciarono affettuosamente e rimasero legati per sempre.

0
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SEGUICI SUI SOCIAL