Benvenuti nel mio Universo Onirico

Forte come un faro in mezzo alla tempesta, ma fragile come un vaso di cristallo, pronto ad infrangersi in mille pezzi al minimo sussulto. Gentile e delicata come un fiore, ma ostinata e scorbutica quando qualcosa non mi piace. Posso essere luce brillante così come buio agghiacciante. Sono la prima a condannare le ingiustizie ma spesso mi macchio io stessa di ciò che addito come sbagliato. Sono inquieta, ma amo la pace interiore. Amo la profondità: nelle relazioni, nelle situazioni, nella vita. Non so lasciar andare, non so semplicemente farmi scivolare addosso parole o eventi. Penso troppo e tendo ad analizzare ogni singolo dettaglio di ogni dialogo o situazione, cercando di prevedere ogni possibile scenario. Sono fortemente insicura, temo sempre di essere fuori luogo o indelicata. Solo dove e con chi mi sento a casa riesco a rilassarmi e ad essere me stessa. Non tollero l’arroganza, la supponenza e soprattutto la violenza, fisica o psicologica che sia. Credo nella gentilezza. Credo nella bontà. Queste solo le doti che salveranno il mondo. Credo nelle seconde occasioni. E soprattutto credo nella sorte: ognuno di noi troverà sempre ciò che gli è destinato.

Fin da bambina mi sono sempre sentita troppo. E al contempo troppo poco. Per una vita ho lottato contro questo senso di inadeguatezza. Questa sensazione che nessuno potesse mai accettarmi per ciò che incarno: la dualità. Ero una bambina insicura e introversa: amavo più la compagnia degli adulti o di un buon libro piuttosto che di altri ragazzini. Ho realizzato che questo mio essere troppo sensibile agli altri non piace, causa disagio, e così ho indossato la maschera della ragazza perfetta. Del resto, in un mondo veloce come quello in cui viviamo chi ha il coraggio di restare accanto a un’anima tanto sensibile?

Per anni mi sono allenata ad apparire sicura di me, imperturbabile, forte e sempre allegra. Ero convinta, erroneamente, che solo mostrando il mio lato migliore avrei potuto essere stimata e mai abbandonata. Sono percettiva, istintiva, perspicace. Ma non sempre uso queste mie doti a fin di bene. Vi confesso: questo da sempre mi spaventa a morte.

Sono mossa da un fuoco che arde. A volte è il carburante che mi da la forza per andare avanti, a volte mi consuma lasciando solo cenere dietro di sé. Sento tanto, forse troppo. Vivo tutto intensamente. Sono una sognatrice. Da sempre amo la letteratura. Sono fermamente convinta che sia la più alta forma di consolazione per l’animo umano: può dare gioia, speranza, forza, coraggio. Immergersi in un buon libro è per l’anima un’esperienza mistica: non ne esce mai come ci è entrata.

Ho solo 30 anni e purtroppo non ho avuto una vita semplice, ma chi ce l’ha del resto?

Per sopravvivere agli ostacoli che il destino ha posto sul mio cammino ho imparato a costruirmi un meraviglioso mondo immaginario nel quale mi rinchiudo per anestetizzare il dolore. È come se entrassi in un libro. Fin troppo spesso mi rifugio in questo mondo, al punto da non riconoscere più ciò che è reale da ciò che non lo è. Altrettanto spesso tuttavia trascino chi mi circonda in questo universo onirico fatto di grandi gesta eroiche, folli passioni e tragedie indicibili.

L’ultimo anno è stato terrificante. Non il peggiore della mia vita, ma senz’altro il più catartico. Non sono la stessa persona che ero un anno fa. Ho concesso a qualcuno di vedere la vera me. Mi sono affidata e fidata. Mi sono sentita violata e tradita e al contempo ho ferito e mentito. Qualcosa in me si è rotto. Non tornerò più quella di prima. Ma forse è meglio così. Ho compreso che non è nascondendo le crepe dell’anima che si può sopravvivere, ma anzi è accettandole e mostrandole che si può trovare davvero pace. Come un vaso che si rompe: se si cementano le crepe non sarà mai possibile veder nascere nuovi germogli. Un giro intorno al sole fa credevo di essere stabile, di avere il controllo sulla mia vita. Non potevo sbagliarmi più di così. Ogni mia certezza si è sgretolata come roccia battuta da un vento imperturbabile. Ho compreso, a mie spese, che le persone che ho attorno non sono personaggi dei miei racconti, bensì individui reali, con propri sentimenti ed idee.

Ho dovuto toccare il fondo per capire che fuggire dalla realtà non è mai una soluzione. Non nella vita vera almeno. Con questa consapevolezza sto ora cercando di ricostruire la mia identità, senza più fingermi la donna perfetta che non sono, bensì accettando anche le parti di me che ho sempre disconosciuto e nascosto. Smettere di lottare per nascondere i miei difetti non è tradire il mio desiderio di essere migliore, è accettare ciò che sono, senza riserve. Smettere di cercare profondità non significa rinunciare. Significa, piuttosto, affidarsi. Significa lasciare che ciò che è autentico e destinato a me possa arrivare nei suoi tempi, non nei miei. È imparare a respirare dentro il vuoto, senza riempirlo per forza. A volte, la pace arriva proprio quando ci si ferma a guardare dove si è, invece di inseguire dove si vorrebbe essere. Devo imparare ad accettare che coloro che mi hanno voltato le spalle semplicemente non mi vogliono bene come credevo, mentre chi resta lo fa perché, nonostante tutto, mi accetta davvero per ciò che sono, fragilità e difetti compresi.

Come dicevo inizialmente, io, da buona Pesci, sono dualità. E un’altra cosa che ho recentemente scoperto è che non è un male come ho sempre creduto, anzi. L’importante è usare questa dualità, questo mio essere sognatrice e creativa sempre e solo a fin di bene.

Che questa nuova avventura, questo blog, sia per me rinascita e per voi lettori.. una piacevole evasione dalla realtà, nonché un invito ad entrare nel mio meraviglioso mondo immaginario.

 

Benvenuti,

Spero troverete nelle mie parole

Pezzi di voi

Ormai nascosti in un passato lontano

O forse mai accettati

E che troverete il coraggio

Di volervi bene,

Sempre

 

Margherita,

Da oggi una scrittrice allo sbaraglio

0
0

2 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SEGUICI SUI SOCIAL